Emergenza e soccorso, il senso di colpa che pervade soccorritori e operatori sanitari ed il defusing

Senso di colpa, un sentimento umano da analizzare e saper gestire. Sentirsi in colpa, per un operatore sanitario o per un soccorritore, potrebbe essere rischioso per la propria saluta fisica e mentale, e per quella dei pazienti.

“Il senso di colpa svolge una funzione.

È lì per farvi sapere che avete fatto qualcosa che sentite essere sbagliato, in modo che possiate decidere di fare cose migliori in futuro.

Ciò che vi serve è il segnale, non che l’emozione prenda il controllo della vostra vita.

Una volta che accetterete questo, potrete andare avanti e continuare a fare cose buone e ad essere soddisfatti della vostra vita.” (Richard Bandler e Owen Fitzpatrick)

Il sentimento che un soccorritore e un operatore sanitario possono percepire sono differenti a seconda della propria personalità: “vittima” costretta ad accettare turni massacranti, perché l’andamento della struttura “dipende da me”; cedere a ricatti psicologici da parte del paziente (anche inconsciamente), perché la sua salvezza, “dipende da me”.

SPEZZARE LA DINAMICA DEL CONDIZIONAMENTO DA SENSO DI COLPA, COME FARE?

Spezzare questa dinamica legata al condizionamento del senso di colpa non è un percorso semplice, ma è possibile.

Le realtà che un soccorritore deve affrontare sono spesso molto difficoltose dal punto di vista emotivo.

Un esempio tra tutti è rappresentato dal recupero di vittime nelle grandi emergenze, la cui vista è particolarmente difficile specialmente quando si tratta di bambini.

Questi interventi hanno un forte impatto emotivo sull’operatore sanitario, che può provare una gamma infinita di emozioni che vanno dalla tristezza al senso di colpa per la sensazione di aver fallito la missione.

Spesso la manifestazione di queste emozioni è vissuta come poco professionale, il soccorritore si trova, infatti, in una condizione paradossale che è quella di dover “funzionare in modo sano” in una condizione in cui a tutti gli altri è concesso di “funzionare in modo anomalo” (Di Iorio, 2011).

A questo proposito Mitchell ed Everly (1996) parlano di critical incident definendolo come “qualunque situazione affrontata dal personale d’emergenza sanitaria, capace di produrre uno stress emotivo insolitamente elevato in grado di interferire sulle abilità dell’operatore di fronte alla scena dell’evento e anche dopo”.

SENSO DI COLPA, UN RISCHIO CONCRETO PER OPERATORI SANITARI E SOCCORRITORI

È un rischio reale per le persone che sono spesso a contatto con incidenti, tragedie, morti, feriti e può causare problemi familiari, perdita di lavoro oltre ad un’elevata sofferenza individuale.

Non a caso, la richiesta più frequente degli operatori sanitai e dei soccorritori è il bisogno di esprimere quello che hanno provato e provano, potersi liberare delle intense emozioni vissute: dolore, paura, senso di impotenza, senso di colpa, disorientamento, per il timore di non farcela a reggere la situazione, sia per la fatica fisica che per quella mentale.

Senso di impotenza, senso di colpa fortemente connesso ad un vissuto di poca efficacia della cura per le ripetute morti dei pazienti, accompagnato anche da un vissuto di fallimento del proprio ruolo professionale, oltre a paura ed ansia.

Sono queste le problematiche e i disagi più comuni manifestati dagli operatori sanitari e i soccorritori in servizio.

IL DEFUSING: IN COSA CONSISTE, A QUALI VANTAGGI PUO’ PORTARE

La tecnica più utilizzata da un Counselor Sanitario Professionista è quella del defusing: attività finalizzate alla espressione e alla prima elaborazione dei vissuti emotivi, ma anche alla valorizzazione delle risorse personali e professionali per far fronte alle problematiche maggiormente impattanti.

Lo scopo è aiutare gli operatori prima che si possano generare burnout o disturbi emotivi. (Young, B. et al., 2002)

Il defusing può essere considerato come un “Pronto Soccorso emotivo”.

Con il defusing si tenta di fornire sostegno attraverso un ascolto attivo e la condivisione di un’esperienza comune per contrastare l’isolamento psicologico, mitigare senso di colpa, ansia, impotenza e favorire una sensazione di maggior controllo, ha una funzione di contenimento che partendo da livello cognitivo torna a questo con gli insegnamenti degli operatori sulle tecniche di gestione dello stress.

L’importanza di un percorso individuale e di gruppo con un Counselor Sanitario Professionista sta nella prevenzione dell’abuso di sostanze: l’uso di sostanze può essere un modo per evitare brutti ricordi, rilassarsi quando c’è tensione emozionale, socializzare nonostante i sentimenti di isolamento o insicurezza, ricavare piacere dalle attività nonostante i sentimenti di insensibilità o vuoto emozionale, dormire senza incubi o problemi di insonnia.

Nell’insegnamento delle tecniche di rilassamento: per aumentare la prontezza, l’energia e la chiarezza nel prendere decisioni e come modalità per caricarsi regolarmente.

Nel contribuire alla creazione di gruppi di autoaiuto per superstiti: che possono sorgere anche spontaneamente, ma ai quali possono essere garantiti la consulenza e nozioni specialistiche.

Fornire consulenze ai responsabili delle squadre e agli operatori riguardo alle reazioni di stress e alle strategie per gestirle.

Facilitare la coesione di gruppo e di sostegno fra pari.

Fornire opportunità di apertura emotiva.

Autrice dell’articolo: dottoressa Letizia Ciabattoni

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FONTI:

PNL E’ LIBERTA’

Rita Di Iorio, Daniele Biondo, Psicosoccorso, Dall’incidente stradale al terremoto, EDIZIONI Magi, 2011

Maria Teresa Fenoglio “Le emozioni dei soccorritori” in Rivista di Psicologia dell’Emergenza e dell’assistenza umanitaria, n. 4/2010 pag. 47

Orazio De Maria, “Corso Qualificativo per Operatori di Supporto Psicologico in Emergenza” in Notiziario della Marina, Luglio – Agosto 2012, pag. 53

Young, B. (et al.) (2002). L’Assistenza Psicologica nelle Emergenze, Erickson, Trento

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