Infermieri in ambito psichiatrico, alcune linee guida: come si suddividono le urgenze psichiatriche?

Infermieri e urgenze psichiatriche. Secondo Ciambrello (2001) l’infermiere in un CPS è considerato: “un professionista dell’assistenza che coniuga sistematicamente etica, metodo scientifico e lavoro in équipe, evitando omissioni o contrapposizioni tra aspetti etici e scientifici”.

Il ruolo dell’infermiere psichiatrico nacque nell’800 con l’apertura dei primi manicomi. Gli infermieri psichiatrici erano coloro i quali dovevano contenere l’aggressività dei malati.

Riconoscimento di ruolo e funzioni dell’infermiere nelle urgenze psichiatriche

Sarà solo con l’avvento del Regio decreto del 16 agosto 1909 n. 615 che approva il “Regolamento per l’esecuzione della Legge del 14/02/1904 n. 36 su manicomi e alienati” nasce la figura dell’infermiere psichiatrico.

La Legge 431/68 (c.d. “Legge Mariotti”) in merito alle “Provvidenze per l’assistenza psichiatrica”, mai applicata per intero per crisi di governo, dava una maggiore importanza all’aspetto terapeutico rispetto all’aspetto di pura custodia.

Sarà nel 1978, con la Legge 180/78 (c.d.“Legge Basaglia”), poi recepita quasi per intero dalla Legge 833/78 (c.d. “Riforma sanitaria”) che gli infermieri, nel campo della salute mentale, si sono lentamente trasformati da meri custodi materiali a promotori della salute, con lo scopo di accompagnare i pazienti verso la libertà e l’autonomia.

Tra le associazioni internazionali autonome di infermieri psichiatrici ad aver dettato e ad aver aggiornato periodicamente delle linee guida di comportamento etico/professionale vi sono le seguenti:
– Psychiatric Nursing Competencies
– Understanding Scope of Practice
– Components of Psychiatric Nursing Practice
– Code of Ethics & Standards of Psychiatric Nursing Practice per i RPN (Registered Practice Nurses) canadesi iscritti alla CRPNM (College of Registred Psychiatric Nurses of Manitoba)
– le linee guida dettate dall’APNA (American Psychiatric Nurses Association)

Tali linee guida possono essere suddivise in base al contesto operativo che va dai rapporti all’interno dell’équipe a quelli con i pazienti durante una crisi acuta o in fase di assistenza ambulatoriale o domiciliare o in sede di ricovero ospedaliero.

URGENZE PSICHIATRICHE

Secondo i suggerimenti di Cantelmi e Spatafora (2001) le cosiddette urgenze psichiatriche possono essere suddivise in quattro gruppi:

1. Urgenze psichiatriche propriamente dette, in cui si evidenzia principalmente il disturbo psicopatologico: crisi di agitazione psicomotoria, crisi deliranti e/o allucinatorie, crisi depressive, crisi d’ansia

2. Urgenze in cui il disturbo psichiatrico è secondario a un disturbo organico, come nell’intossicazione da sostanze, nei processi involutivi o focali cerebrali, nelle ipercapnie da ipoventilazione, nelle disendocrinie

3. Urgenze prioritariamente somatiche, come il delirium tremens, la crisi ipoglicemica, lo stato di angoscia che può precedere o accompagnare l’ictus cerebrale e l’infarto miocardico

4. Urgenze non legate prioritariamente a un disturbo psicopatologico, ma a particolari circostanze che diremo estreme, conflittualità gravi in ambito famigliare o sociale, reazioni a eventi che espongono a un pesante carico emotivo, quali conflitti bellici, violenze sessuali, catastrofi naturali

INFERMIERE NELLE URGENZE PSICHIATRICHE: RAPPORTI COL PAZIENTE DURANTE UNA CRISI ACUTA

È compito dell’infermiere psichiatrico assumere, quando necessario, un ruolo finalizzato al contenimento dell’aggressività del paziente.

Ciò comporta una buona conoscenza e padronanza delle risorse e dei mezzi a disposizione, capacità di valutare rapidamente che nessuno corra pericolo di vita immediato, capacità valutative, decisionali e organizzative “veloci”.

Controllo emotivo e gestione dello stress in modo da non prendere decisioni affrettate. Capacità di essere direttivo, di saper utilizzare eventuali mezzi di contenzione fisica e/o farmacologica a disposizione, nel rispetto dell’art. 4.10 del Codice Deontologico.

RAPPORTI COL PAZIENTE IN FASE DI VISITA AMBULATORIALE O DOMICILIARE

Pazienti psichiatrici e infermieri, durante il loro percorso, instaurano una relazione che può essere considerata, in alcuni casi, anche di tipo affettivo, fondamentale all’interno della rete di rapporti “terapeutici”.

Gli infermieri dovranno focalizzarsi innanzitutto sui veri bisogni dei pazienti, aiutandoli a soddisfarli.

Può trattarsi di rassicurazione o disponibilità ad essere ascoltati.

L’infermiere che opera nella riabilitazione psichiatrica, ha tra tanti compiti anche quello della costruzione con il malato mentale di un percorso di vita.

Si tratta di un intervento multi-contestuale, che assume caratteristiche sia curative che preventive.

Inoltre, l’infermiere psichiatrico deve possedere delle capacità di coerenza ed armonia in quello che fa, di mantenimento delle promesse fatte, scarso ricorso alle bugie, assenza di ambiguità tra il dire e l’agito.

In particolare, queste ultime competenze tendono a generare fiducia nei pazienti.

Non vanno dimenticate, in fine, la fiducia nelle proprie capacità e il controllo emotivo che può essere messo in atto solo dopo aver riconosciuto le proprie emozioni ancor prima di quelle altrui.

Articolo scritto per Emergency Live dalla dott.ssa Letizia Ciabattoni

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FONTI DELL’ARTICOLO:

http://www.area-c54.it/public/disciplina%20e%20competenza%20dell’infermiere%20di%20salute%20mentale.pdf

https://www.epicentro.iss.it/mentale/atlante_infermieri

http://www.dsmrmh.altervista.org/ecm_ip_2010/serone_linee_guida_psichiatria.pdf

http://www.asl3.liguria.it/components/com_publiccompetitions/includes/download.php?id=2324:l-assistenza-infermieristica-in-psichiatria-m-a-tacchini.pdf

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