Dopo i Vigili del Fuoco scioperano anche le ambulanze dei volontari: perché?

Perché manifestano le ambulanze e i soccorritori volontari? Quali rischi sta correndo il sistema di emergenza in Italia?

Il 14 novembre scenderanno in piazza per una manifestazione nazionale le ambulanze ed i soccorritori volontari del 118/112, riuniti sotto le confederazioni ANPAS, Croce Rossa e Misericordie d’Italia. Il movimento del volontariato nel soccorso sanitario raccoglie più di 300 mila persone, e ha scelto di scendere in piazza per chiedere un incontro al Governo, e porre basi “costruttive e dialoganti” sulla riforma del sistema 118 nelle varie regioni d’Italia.

Manifestazione senza sciopero delle ambulanze

Come anticipato da Emergency Live nei mesi scorsi infatti, il Disegno di Legge Marinello (M5S) sta continuando il suo percorso, che attualmente prevede 1.000 ore di formazione per regolarizzare le figure degli autisti soccorritori. Proprio oggi pomeriggio è previsto – in commissione sanità della Conferenza Stato-Regioni – un incontro ulteriore per capire meglio come implementare il percorso di formazione affinché tutti lo possano sostenere con adeguata efficacia, siano essi volontari o professionisti.

Perché protestano i volontari del soccorso?

Le parole di Fabrizio Pregliasco, presidente ANPAS

“Vogliamo farci sentire, stiamo vedendo azioni scoordinate di pressione sul sistema, che si basano su valutazioni locali del territorio. Però il locale non può essere proposto come soluzione nazionale, da adottare ovunque. Ad oggi non è stato consultato un tassello fondamentale del sistema 118 in Italia: il volontariato. Siamo quella parte di soccorso che con 300 mila persone garantisce capillarità, coordinamento ed economicità alle istituzioni, garantendo appropriatezza del servizio in ogni situazione. Non stiamo parlando delle ambulanze medicalizzate o infermieristiche, che devono stare ovviamente sulle ambulanze. Siamo i primi a riconoscere la rilevanza della professione infermieristica nel ruolo dell’emergenza urgenza e nella composizione di varie tipologie di mezzi. Ma nell’ottica organizzativa di un efficace 118/112 oggi c’è una fortissima componente di ambulanze con soccorritori volontari”.

Un sistema che funziona, con volontariato e professionismo. Uniti nelle differenze

“Per noi – continua Pregliasco – è incomprensibile svolgere una guerra verso il volontariato, con livelli di formazione troppo elevati, che possono forse accontentare il personale dipendente che svolge il servizio in ASL, ma crea grossi problemi affinché sia garantito il bacino di ambulanze e soccorritori che servono nel quotidiano nella realtà. Non dimentichiamo che il volontariato è si un servizio al cittadino, ma anche una palestra di cittadinanza attiva. E svolge sia un ruolo importante nella quotidianità del 118, che un ruolo portante nelle emergenze di Protezione Civile. Si stanno facendo discorsi scollegati che dimenticano come sia stato il volontariato ad essere determinante per far fronte a situazioni del passato”. In conclusione il presidente di ANPAS Pregliasco rimarca anche l’importanza della riforma del terzo settore, ancora ferma. “Bisogna andare avanti per fare pulizia di quello che nel nostro ambito non è volontariato. Bisogna togliere quello che sporca il volontariato, garantire formazione adeguata alle persone che devono svolgere determinati servizi e prendere atto di un sistema che non è univoco, ma a macchia di leopardo, costruito in base alle unicità del territorio”.

Come si svolgerà la manifestazione?

“Realtà che sono storicamente impegnate nel sistema di soccorso sui territori di tutta Italia – si legge nel comunicato – hanno quindi scelto di scendere in Piazza Montecitorio per chiedere al Governo un incontro e un confronto costruttivo sul sistema di emergenza urgenza. “In piazza con i rappresentati delle associazioni ci saranno simbolicamente anche tre ambulanze, quelle che rischiano di essere fermate insieme ai Volontari se si non terrà nella dovuta considerazione il ruolo fondamentale che svolgono. Il Sistema di emergenza urgenza 118 /112  è, infatti, da settimane sotto i riflettori perché si corre il rischio di rendere marginale se non di annullare il ruolo del volontariato, aumentando anche  notevolmente i costi del servizio per le Regioni. Le associazioni ritengono che sia urgente aprire un tavolo di confronto con il Governo per migliorare, nell’interesse dei pazienti e dei cittadini tutti, un percorso di riforma del settore che tenga insieme tutte le professionalità per non cancellare, invece, di fatto l’apporto del volontariato dal sistema di emergenza urgenza 118/112 del quale le associazioni sono una delle componenti fondamentali”.

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