Età, comportamento ed errori in ambulanza: quanto contano nel rischio di incidente?

E' possibile calcolare il rischio di incidente in base al tipo di comportamento alla guida? C'è un metodo molto significativo per definire quanto sono pericolose determinate condotte e determinati parametri. Grazie al COES Lazio andiamo a fondo sul tema, cercando di definire quelli che sono gli atteggiamenti alla guida più pericolosi. Contribuisci alla raccolta dati, segnalaci la tua esperienza!

E’ possibile calcolare il rischio di incidente in base al tipo di comportamento alla guida?

C’è un metodo molto significativo per definire quanto sono pericolose determinate condotte e determinati parametri. Grazie al COES Lazio andiamo a fondo sul tema, cercando di definire quelli che sono gli atteggiamenti alla guida più pericolosi. Contribuisci alla raccolta dati, segnalaci la tua esperienza!

Comportamenti alla guida, età dei conducenti, errori.

Questi parametri fanno parte della guida sicura del veicolo di emergenza. Ognuno di essi ha un fattore di rischio specifico, che può essere calcolato o stimato grazie alle esperienze e alle statistiche raccolte nel corso degli anni. Il COES Lazio grazie al lavoro di Stefano di Nino ha sviluppato un breve ma incisivo report sulla tematica.

Il punto di riferimento – come spesso accade in queste situazioni – è il mondo statunitense, dove sono stati raccolti i dati dell’esposizione al rischio di incidente quasi indotta. Quando i veicoli di emergenza operano devono arrivare il più rapidamente possibile sulla scena dell’emergenza. Servizi di Polizia, ambulanze, Vigili del Fuoco devono arrivare sul target nel minor tempo possibile e viaggiano quindi “in emergenza”. Significa che lampeggianti e sirene sono attivi e permettono al team di superare le segnalazioni stradali e i segnali di precedenza. Viaggiare in modalità di emergenza aumenta il rischio di incidenti tra veicoli della polizia, ambulanze e veicoli antincendio?

Cos’è la tecnica dell’esposizione quasi indotta

Non si possono valutare con statistiche univoche i parametri che concorrono ad un incidente stradale. La statistica però è ha sviluppato un sistema molto utile nelle situazioni in cui non c’è un dato immediato e confermato, e si chiama esposizione quasi indotta, che in inglese si dice RAIR (Relative Accident Involvement Ratio). Questa è la misura della capacità di causare incidenti come rapporto fra variabili considerate influenti sulla situazione finale. Per esempio, posso valutare se nelle cause di tamponamento all’ingresso in rotonda, dato come parametri fisso il punto di contatto fra i due veicoli e la velocità media di contatto, concorrano o meno fattori ambientali come posizionamento delle luci, disposizione dell’accesso alla rotonda, orari, meteo. A ogni fattore in sommatoria viene assegnato alla fine del conteggio una percentuale di incidenza.

Il COES Lazio ha applicato questo metodo di analisi ai dati forniti dal Crash Database dell’Iowa per il periodo dal 2005 al 2013. I dati su cui è stato applicato il metodo RAIR sono molto ampi. L’Office of Driver Services che gestisce i dati ha collegato le segnalazioni degli investigatori di polizia agli incidenti automobilistici registrati. Così è possibile anche calcolare il rischio di incidente che può causare un veicolo non direttamente coinvolto nello schianto, assegnando un valore di proxy (procura, contributo) rispetto alla popolazione di riferimento. L’obiettivo è anche riuscire a stimare quale “ecosistema” operativo comporta più rischi, e quale meno, migliorando l’educazione dell’autista soccorritore.

Cosa dicono i risultati analizzati da COES Lazio?

I risultati stimati dicono che – dal 2005 al 2013 – i veicoli della polizia sono stati coinvolti in 2406 incidenti mentre ambulanze e veicoli antincendio sono stati coinvolti in 528 incidenti. I mezzi della Polizia sono stati quindi 1,8 volte più soggetti allo schianto in modalità di emergenza, rispetto alla modalità di guida normale. Si tratta di un aumento statisticamente significativo. “Le ambulanze e i veicoli antincendio non avevano più probabilità di schiantarsi in modalità di emergenza rispetto alla modalità normale. Per la Polizia gli altri fattori di rischio che hanno contribuito agli incidenti hanno incluso genere, età, condizioni dell’asfalto, strade non asfaltate e incroci. Per le ambulanze e i veicoli antincendio, altri fattori che hanno contribuito al rischio di incidente hanno incluso sesso, età, fine settimana, strade ghiacciate / innevate e luoghi urbani.

Questo significa che il rischio di incidente aumenta quando i veicoli della Polizia guidano con lampeggianti e sirene, mentre non aumenta nella stessa situazione per ambulanze e veicoli antincendio. Sono necessarie e fondamentali altre ricerche per sviluppare e valutare strategie che mitighino il rischio di incidente tra i veicoli della polizia. Potrebbero essere giustificati approcci culturali che danno la priorità alla sicurezza dei trasporti insieme al raggiungimento della scena il più rapidamente possibile.

Errori critici negli autisti più vecchi in un campione nazionale di frenate d’emergenza

Stabilita una linea di demarcazione fra situazioni che coinvolgono i mezzi delle Forze dell’Ordine da quelli dei soccorritori, è necessario capire quali altri fattori contribuiscono agli errori. Il primo da analizzare è sicuramente l’età del conducente. Gli autisti-soccorritori più anziani sono conducenti a maggior rischio di coinvolgimento in sinistri per chilometro percorso?

Lo scopo di questa domanda, nello studio statistico del COES Lazio, è di esaminare gli errori dei conducenti più vecchi coinvolti in incidenti gravi per determinare quali errori sono prevalenti. Il dato di partenza è diverso, ovvero il National Motor Vehicle Crash Causation Survey, che fa riferimento all’Amministrazione per la sicurezza stradale Federale degli Stati Uniti. Questo ente ha raccolto dati approfonditi sulla scena degli incidenti per 5470 sinistri segnalati dalla Polizia fra il 2005 e il 2007, nei quali sono stati inviati servizi medici di emergenza. Il dato nudo e crido dice che 620 incidenti hanno coinvolto 647 guidatori di 70 anni e oltre. In totale 250.504 anziani conducenti sono stati coinvolti in incidenti stradali. Per applicare il calcolo del rischio di incidente è stato usato lo stesso metodo precedente, confrontando i vari errori critici commessi dai conducenti di età pari o superiore a 70 anni, e confrontando i dati con quella dei conducenti di età compresa tra i 35 e i 54 anni.

Risultato? L’errore di valutazione o conduzione del conducente è stata la ragione fondamentale del sinistro per il 97% dei casi che coinvolgono driver più anziani. L’analisi ha portato ad una definizione delle anomale nella guida piuttosto precise. Gli errori più critici sopra i settant’anni sono:

  • la sorveglianza inadeguata “disattenzione” (33%)
  • l’errata valutazione della lunghezza di uno spazio tra veicoli o velocità di un altro veicolo “errata percezione del pericolo e delle distanze”
  • manovre illegali e non consentite
  • malori e sogni ad occhi aperti (6% ciascuno)

La sorveglianza inadeguata (33% vs 22%) e gli errori di valutazione del gap o della velocità (6% contro 3%) sono più diffusi negli anziani rispetto ai conducenti di mezza età.

I 3/4 degli errori di sorveglianza occorsi ai conducenti anziani sono dovuti alla mancata visione di altri veicoli, alla mancata visione un controllo del traffico (semaforo, stop o agente) piuttosto che non riuscire a vedere un ostacolo. In questa categoria gli errori degli autisti di mezza età cala al 40%.

Il 66% degli errori di sorveglianza e il 77% delle valutazioni errate sono capitati durante le svolte a sinistra negli incroci, in condizioni quindi particolarmente pericolose per gli impatti con altri veicoli.

Se gli incidenti invece accadevano in lunghi percorsi o percorrendo corsie normalmente, gli incidenti accadevano principalmente per malori improvvisi (51% negli autisti over 70, 44% negli autisti più giovani). In questa particolare categoria però i conducenti di mezza età coinvolti causano sinistri per altri motivi, primi fra questi le errate valutazioni di gap, velocità o sorveglianze inadeguate.

Riscontra un punto da valutare con attenzione il fatto che gli errori di valutazione nelle distanze e nella velocità per i dati analizzati – legati al mondo americano – riguardiano conducenti anziani di sesso femminile più che di sesso maschile. Mentre invece fra i conducenti più giovani questa differenza si assottiglia fino ad una sostanziale parità.

In conclusione: mind the gap, remind the left!

Nell’educazione degli autisti e degli autisti soccorritori potrebbe essere importante svolgere formazione e informazione sugli incidenti stradali e sulle tipologie di situazione critica che possono portare a situazioni pericolose. Gli sforzi per ridurre i coinvoglimenti dei mezzi di soccorso negli incidenti stradali possono trovare – con questa analisi – diversi errori comuni su cui educare il driver. Per semplificare o eliminare le svolte a sinistra (che rappresentano nei numeri la situazione più pericolosa nelle quali un’ambulanza può essere coinvolta) si possono intraprendere azioni viabilistiche (rotatorie, segnalazioni di svolta a sinistra protette, segnaletiche orizzontali divergenti alle intersezioni) e azioni educative, che riducano la frequenza di tali manovre.Questo significherebbe anche ridurre errori di sorveglianza, gap o valutazioni. In futuro, le comunicazioni da veicolo a veicolo e da veicolo a infrastruttura potrebbero anche aiutare a proteggere i conducenti più anziani da questi errori, ma non bisogna sperare solo in questo.L’obiettivo finale è anche riuscire a stimare quale “ecosistema” operativo comporta meno rischi, migliorando l’educazione dell’autista soccorritore e – così facendo – dando un impulso alla sicurezza sulle strade per i nostri soccorritori.

Si ringrazia COES LAZIO – STEFANO DI NINO

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