Guida Sicura: l’ambulanza quando piove, acquaplaning e pericoli nascosti

L’acqua è infida, complessa da affrontare. L’aderenza può scomparire all’improvviso. Scopriamo insieme a Stefano Balboni, autista istruttore di guida sicura, come risponde l’ambulanza in queste situazioni.

 

Acquaplaning, viscoplaning e sicurezza dell’ambulanza.

La prima valutazione che deve fare un autista di ambulanza quando sta per partire per un servizio di emergenza, è relativa al fondo stradale. Asciutto? Bagnato? Umido? Quale condizione di asfalto avrò nel traggitto che devo affrontare? Nel mio percorso ci sono tratti di asfalto drenante, oppure zone dove è noto che si formano pozzanghere quando piove? Non si tratta di avere “paura” dell’acqua,  ma di portare rispetto per una condizione che può ridurre drasticamente l’aderenza del nostro veicolo e quindi la nostra sicurezza. Quando ci si trova per esempio davanti ad un “lago” in mezzo alla strada, di cui non si conosce né profondità né insidie, è il caso di operare con attenzione sia sui pedali che sul volante. 

 

Ecco perché grazie a Volkswagen Veicoli Commerciali, Ambulanz Mobile e alla collaborazione di Safety Park abbiamo realizzato questo breve video sulla guida sicura in emergenza, usando un’ambulanza gentilmente concessa dalla Croce Rossa di Bolzano.

La pioggia oggi è una delle cause di uscita di strada dei veicoli di emergenza più ricorrente. 

Attenzione, non è solo l’acqua che crea le condizioni di scarsa aderenza. Quando l’acqua cade sull’asfalto si mischia a bitume, olio e sporcizia, creando un manto estremamente scivoloso, soprattutto dopo lunghi periodi di siccità. In questi casi si parla di viscoplaning. Aumentano gli spazi di frenata, curve e avvallamenti possono diventare insidiosi e si possono verificare con molta probabilità condizioni di sottosterzo. 

Sottosterzo e sovrasterzo, quali rischi con la pioggia?

Nelle ambulanze infatti il pericolo di sovrasterzo è difficile da valutare ed eventualmente da controllare; bisogna sempre considerare di effettuare un carico corretto del veicolo, senza squilibri di peso. Sottosterzo e sovrasterzo sono situazioni critiche nella guida. Se nel sottosterzo è sufficiente rilasciare il piede dall’acceleratore senza frenare, spostando il peso del veicolo sull’asse anteriore e mantenendo lo sguardo verso il punto dove si vuole andare a portare il veicolo, il sovrasterzo è differente.

La perdita del posteriore è una condizione più difficile da arginare. E’ indispensabile mantenere il gas in maniera costante e rivolgere lo sguardo – istintivamente anche il volante – verso il punto dove vogliamo che finisca il veicolo. Lasciare che sia lo sguardo e il conseguente istinto a guidare le nostre mani è fondamentale per non perdere totalmente il controllo. Un eccesso di sterzata contraria al verso di rotazione può far perdere completamente aderenza all’anteriore, causando così una rotazione completa del mezzo. Una scarsa rotazione invece non correggerà abbastanza la traiettoria. Ovviamente queste condizioni a velocità elevate – sopra i 40 chilometri orari – sono difficilissime da controllare. Se accadono con l’acqua o la pioggia, è anche peggio. La cosa che bisogna sempre tenere sotto controllo è lo stato degli pneumatici. Il Battistrada ha un limite minimo di 1, 6 mm, anche se per avere una maggiore sicurezza è opportuno sostituirli senza arrivare al raggiungimento del limite di legge e vanno gonfiati secondo le indicazioni del libretto uso e manutenzione . Se infatti l’acqua che si accumula sotto la gomma non viene smaltita del tutto si può avere l’acquaplaning, una perdita di aderenza ingovernabile che si protrae fino a quando il cuscinetto d’acqua non scompare.

Insomma, il punto fondamentale è la velocità: la condotta di guida deve essere sempre secondo prudenza e diligenza, cioè rispettando limiti che preservano la sicurezza del veicolo e di tutti gli altri attori sulla strada.

Anche in emergenza, non bisogna dimenticare che è necessario evitare pericoli, non crearli.

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