Il 118 chiede rispetto e collaborazione: “Vogliamo riforme, non smantellamento”

Mesi di polemica divisiva e lesiva della qualità del servizio hanno fatto arrivare al Congresso della SIS118 un mondo sanitario diviso per categorie e correnti, ma nelle case di 60 milioni di italiani ci vanno i soccorritori: è il momento di proporre una riforma più coordinata?

PADOVA – La primavera e l’estate, passate a leggere attacchi e polemiche sul 118 e sul 112, non hanno fatto bene al mondo dell’emergenza-urgenza. Le aperte critiche hanno lasciato strascichi che si sono visti al Congresso Nazionale della SIS118. La società dei sistemi di emergenza sanitaria si è ritrovata a Padova, per un congresso nazionale in cui alcune assenze hanno fatto certamente discutere. In particolare AREU, prima sostenitrice dell’innovazione del NUE112, non ha partecipato con i sui medici. Andrà chiarito, più avanti, quale sia il motivo di questa presa di posizione, e probabilmente andrà chiarito con il confronto sui dati e sui numeri, tradizionale e incontestabile base di ogni avanzamento scientifico.

Il dottor Andrea Spagna, chairman di questa edizione del Congresso SIS118

Ma proprio di numeri e di casistica si è parlato a Padova, dove i partecipanti al Congress SIS118 organizzato dal dottor Andrea Spagna si sono mossi sulla pratica clinica e sul tema dell’evidenza scientifica, con interventi davvero puntuali, approfonditi e interessanti. Non citiamo nessuno, ma avremo su EMSpedia.com qualche intervento interessante già a partire dalla prossima settimana.

Il presidente della SIS118, Mario Balzanelli del 118 di Taranto ha voluto elogiare il futuro presidente, raccontando anche quanto è stato fatto dall’organizzazione dei sistemi di emergenza pre-ospedaliera nel corso dell’anno.

“E’ stato un anno straordinario perché è iniziata la sperimentazione in 13 provincie dell’insegnamento del primo soccorso nelle scuole. Abbiamo studiato il materiale con la SIS118 perché proprio il 118 è incaricato dal Ministero di realizzare gli strumenti affinché si possa insegnare con la massima qualità possibile la rianimazione cardiopolmonare, il primo soccorso e il modo per chiamare i sistemi di emergenza. E queste sperimentazioni sono partite nelle scuole primarie e nelle scuole d’infanzia con ottimi progetti e vogliamo estenderla presto al resto del paese”.

Il 118 abbandonato è stato a sè stesso?

Il presidente della SIS118 Mario Balzanelli

“Ma – spiega ancora Balzanelli – è stato anche un anno difficile perché ci sono due sfide che ci impegnano. La prima è portare al potenziamento del 118, rispetto alla politica destruente e folle che in modo inappropriato ha smontato il sistema delle centrali, chiudendo diversi punti nevralgici. Oggi non si può dimenticare perché il 118 è stato creato così. La tecnologia ci permetterebbe di avere un centro telefonico unico, magari a Calcutta, ma il 118 non è un centralino. Ed è scritto dal 1992, quando si scelse di muoversi a livello provinciale, perseguendo comunque una strada che creava strutture di dimensioni enormi, perché il territorio ha bisogno di una presenza capillare e di un presidio. Negli ultimi anni si è vista una corsa alla desertificazione della presenza medicale nel 118, sta passando il messaggio che i medici possono essere tranquillamente sostituiti. Anche per gli infermieri, che sono il supporto di qualità determinante nel sistema 118, il discorso è simile. Infine non è stato previsto nessuno strumento formativo per i tecnici, gli autisti soccorritori, affinché siano allo stesso modo competenti su tutto il territorio”.

Quello con cui litiga ogni giorno il sistema di emergenza sanitaria che entra nelle case di 60 milioni di italiani è, soprattutto, la mancanza di stimoli e la presenza di tanti, tantissimi problemi disincentivanti. “Prima di tutto servono contratti stabili, tutele adeguate e incentivi: non è possibile garantire un servizio adeguato con intervento in 8 minuti per le aree urbane e 20 minuti per le aree extraurbane con solo l’1.7% di spesa sanitaria rivolta al sistema 118. Non servono solo mezzi nuovi, ma serve organico: se i contratti non sono attraenti, sono comprensivi delle indennità di rischio – e di rischi i sanitari che vengono aggrediti e insultati per il nulla ne corrono – e bisogna lavorare in contesti altamente stressanti e in zone ostili, è chiaro che il professionista sceglie di andare in altre realtà. Il professionista non può rischiare di essere malmenato e di subire responsabilità non sue per i deficit di sistema”.

Troppe battaglie interne e poca attenzione: come uscirne?

Oggi però l’evidenza è che il sistema 118 sia così anche per colpa di sè stesso, e l’ammissione di Balzanelli è precisa e circostanziata: “Abbiamo passato troppo tempo a beccarci e a litigare, mentre altri hanno avuto finanziamenti e noi andavamo in asfissia. Dobbiamo costruire un 118 avanzato che pensi in modo avanzato e operi in modo avanzato. Bisogna gestire la grande criticità clinica con grande integrazione reciproca, perché medico e infermiere sono parti della stessa medaglia. Ci serve fare una sana integrazione di modello per chiedere tutti quanti maggiore rispetto e maggiore autorevolezza di ruolo. Noi siamo la parte del Sistema Sanitario che entra nelle case di 60 milioni di italiani. Non può essere che questo sia un mondo di tensioni continue. Il legislatore prenda a cuore il sistema e lo riformi potenziandolo. Non smantellandolo come hanno fatto i suoi predecessori. Il nostro appello è che la ministro Grillo possa preparare una imponente riforma del sistema, soprattutto per NON ABOLIRE IL 118”.

112 e 118: dev’essere davvero scontro?

118 che non deve subire la concorrenza del NUE112, ma ne deve trarre linfa vitale. Una posizione, la sua, che è spesso stata vista come un attacco al nuovo NUE112: “Ma non è così. Tutto ciò è stato interpretato per mancata attenzione: il NUE112 è una ricchezza sancita dall’Unione Europea per il popolo Europeo. E’ un terminale unico che può permettere l’accesso ai servizi. La legislazione europea sancisce che il 112 venga installato parallelamente agli altri numeri. Ma non bisogna abolire il 118, deve vivere per l’emergenza sanitaria anche con un passaggio singolo, perché c’è una probabilità che il doppio passaggio allunghi i tempi”.

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