Quante cose cambieranno per guidare un’ambulanza?

Dopo riunioni, incontri istituzionali e discussioni, sta per arrivare un accordo sulla formazione per diventare autista soccorritore in emergenza. ANPAS, Croce Rossa e Misericordie propongono un percorso unico per il volontariato.

Al centro di ogni soccorso c’è da sempre la qualità offerta al paziente, al cittadino che si affida nelle mani di un gruppo di persone affinché lo assistano fino all’arrivo in Pronto Soccorso. Per questo motivo ANPAS, Croce Rossa e Misericordie hanno preso molto seriamente il tema del profilo di autista-soccorritore. La discussione nata nel corso degli ultimi anni è arrivata – nei mesi scorsi – ad una conclusione. Nella Commissione Sanità della Conferenza Stato-Regioni è stato proposto un documento che prevede una formazione standard da applicare in tutte le realtà italiane. Questa formazione dovrebbe permettere di avere – alla guida delle ambulanze – personale volontario e professionale formato e istruito. Ma non bisogna dimenticare che la guida dell’ambulanza non è il punto principale di un soccorso. La formazione del soccorritore infatti deve essere più concentrata verso altre caratteristiche, da first responder, capace di risolvere i primari problemi di un’emergenza sanitaria, senza trabordare nel campo di competenza di infermieri o medici.

Per questo motivo Croce Rossa, Anpas e Misericordie hanno fatto un meeting di coordinamento presso la sede della Croce Rossa Italiana. A Roma, i rappresentati delle Reti Associative hanno iniziato a discutere insieme sul tema dell’autista soccorritore in vista del prossimo incontro presso il Coordinamento Tecnico della Commissione Salute. La strategia è ovviamente quella di affidare al soccorritore una formazione che metta al centro sicurezza e qualità.

Oggi in Italia il soccorritore volontario è la figura chiave per il maggior numero di servizi.  “Rispetto al volontario e al suo percorso formativo è importante giungere ad una standardizzazione, che deve incentrarsi sul limite massimo di 200 ore, conforme agli standard internazionali nella materia. La guida del mezzo di soccorso può costituire abilitazione ed idoneità ulteriore, ma non può essere elemento caratterizzante dell’assistenza al cittadino; le Reti Associative devono essere ente certificatore accreditato del percorso formativo del soccorritore” – si legge nel comunicato congiunto.

“Alla luce di tali punti, le Reti Associative hanno eleborato una proposta congiunta da sottoporre al Coordinamento Tecnico Commissione Salute presso la Conferenza Stato Regioni” in occasione del prossimo incontro previsto il 20 giugno.“La figura del soccorritore – continua il comunicato – richiede il riconoscimento di un percorso formativo quale approdo per la tutela della salute dell’utenza, di cui la caratteristica dell’abilitazione alla guida costituisce elemento rilevante, ma accessorio rispetto al percorso di formazione principale”. Le Reti Associative si sono dette soddisfatte del risultato dell’incontro, che ha consentito una riflessione comune sul tema, che tenga conto della concreta realtà pratica atta a garantire, anche tramite le proprie Reti Nazionali di Volontariato, la migliore assistenza possibile al cittadino.

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