Facce da Rally del Soccorso: La Croce Rossa di Orte

400 sono i chilometri che deve percorrere, per raggiungere le strade del Rally del Soccorso, l’equipaggio che vogliamo presentarvi oggi. Le nostre “facce da rally” proseguono con il Team della Croce Rossa Comitato Locale di Orte, rappresentato da Massimo Vilella

Ciao Massimo, mi illustri la vostra squadra?
Io mi chiamo Massimo Vilella e sono un operaio edile, poi c’è Emanuele Zeppa, uno studente universitario della facoltà di Agraria, Scriboni Alessandra, libera professionista e Pragoiu Tudor anche lui operaio edile. Siamo tutti volontari della Croce Rossa.
Come avete conosciuto il Rally del Soccorso?
E’ nato tutto per curiostà. Abbiamo un caro amico che prima abitava a Roma, Vittorio, che da qualche anno si è trasferito ed è diventato volontario della Croce Rossa di Campomorone. Un giorno ci ha raccontato di questa gara di soccorso “ ‘n sacco figa” e noi, che siamo soliti partecipare alle gare organizzate dalla Croce Rossa, siamo rimasti incuriositi dall’idea di provare questa nuova esperienza. Dopo l’anno scorso siamo rimasti entusiasti e non esagero nel dire che è stata la gara migliore a cui ho partecipato.
Cosa avete apprezzato di più?
Per prima cosa la precisione dell’organizzazione, sempre attenta e capillare e capace di curare al meglio i particolari. In secondo luogo la grande collaborazione dei giudici che sono stati innanzitutto imparziali e poi estremamente disponibili a spiegarci i nostri errori.
Qual è stata la prova che vi è piaciuta di più lo scorso anno?
Sicuramente quella svolta in collaborazione con i Vigili del Fuoco perché è stata molto istruttiva. Ricordo però anche la prova in cui dovevamo spiegare al telefono come effettuare la manovra di disostruzione delle vie aeree, una “chicca” e inoltre la prova in cui il mio equipaggio è morto perché non ci siamo resi conto che l’aria era satura di monossido di carbonio! Insomma, ogni prova è stata davvero formativa!
Che prove vi aspettate quest’anno?
Sinceramente non ci siamo posti il problema. Preferiamo non aspettarci nulla di particolare per non rimanere “fregati” e poi cerchiamo di viverla come quando esci per strada e prendi quello che capita. Stiamo cercando di preparare un po’ di tutto simulando le varie situazioni di soccorso. Abbiamo cercato di formare una squadra completa con chi è più portato al supporto psicologico, chi al trauma etc.
Massimo allora ci vediamo presto?
Si si, ci vediamo sabato!

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Noi siamo pronti, e voi?
Silvia Boschi

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