Si possono escludere persone dall’associazione per il modo in cui votano?

Politica e volontariato: una Consigliera Comunale della Lega Nord denuncia la Croce Rossa per averla esclusa dall'associazione, ma la realtà sembra estremamente diversa. Un po' di storico e un po' di ordine in una questione che spesso è poco affrontata: integrazione e gestione del volontario

Oggi il volontario lo può fare chiunque, senza discriminazioni di nessuna sorta. Dai lavori socialmente utili fino ai giovanissimi, tutti possono trovare spazio per rendersi utili nella società civile tramite delle associazioni. Ma ci sono comunque delle regole scritte che devono sempre essere rispettate. Cerchiamo di capire cosa succede a Lodi e perché è nata una bagarre fra la Croce Rossa e la Lega Nord di Salvini (e tutto il sistema di propaganda che la circonda).

 

La consigliera di Lodi Eleonora Ferri in divisa della Croce Verde Pavese

E’ stato rilanciato come il caso di discriminazione dei discriminatori, il razzismo all’incontrario, la storia che tutti dobbiamo sapere. Si tratta della denuncia pubblica di una pretendente volontaria nei confronti della Croce Rossa Italiana di Lodi, che è stata additata di essere discriminatoria nei confronti dei potenziali volontari per ragioni politiche.

A lanciare il sasso, o meglio il macigno, è la consigliera comunale di Lodi Eleonora Ferri (già volontaria della Croce Verde Pavese), sconvolta dal modo in cui una istruttrice ha cercato di comunicarle che, quando si entra in Croce Rossa, esistono 7 principi fondativi da seguire, e che ha aggiunto una postilla sulle posizioni politiche dei leghisti, oggi al centro della bagarre nazionale proprio perché a Lodi il sindaco ha trovato un escamotage per tenere i bambini immigrati senza pasto e senza merenda nelle scuole cittadine.

Secondo la Ferri la formatrice della Croce Rossa avrebbe detto: “Chi vota Lega qui dentro non ci può stare, visto che a Lodi negli ultimi tempi l’aria che si respira è quella che è chi la pensa così e stasera è qui, ha forse sbagliato posto”. Una frase forte, decisa e precisa, che non è esattamente in linea con i principi della Croce Rossa e che – molto probabilmente – è dettata dall’assurda situazione di potersi trovare con volontari che inneggiano alla cacciata degli immigrati di pomeriggio e poi sono in servizio alla notte per portare cibo e coperte agli stessi immigrati che dormono sui treni in stazione.

La consigliera Eleonora Ferri, dal suo profilo pubblico Facebook

La polemica è deflagrata perché in Croce Rossa si può entrare solo se si accettano come propri sette principi fondamentali. Niente di straordinario, a guardaci con attenzione. Chi vuole fare del bene alla propria comunità con il nome della Croce Rossa sul petto deve farlo con imparzialità, neutralità, indipendenza, umanità, unità, universalità e con volontarietà. Ma non si può inserire fra questi principi postille politiche. Croce Rossa non guarda la croce sulla scheda fatta dal volontario, ma chiede solo che – quando si indossano divisa ed emblemi – i principi fondativi siano rispettati.

La volontaria formatrice che – presumibilmente – ha fatto le dichiarazioni riportate dalla Ferri starà passando brutti quarti d’ora. Anche perché la Croce Rossa si è tutta schierata contro ogni discriminazione d’accesso. Il comitato di Lodi ha aperto una indagine interna per verificare i fatti dato che “la dichiarazione (della formatrice ndr) non rispetta i principi“. Infatti votare Lega non è un discrimine per entrare in CRI.

Anche il direttivo Nazionale guidato dal presidente Rocca si è posto a difesa del giudizio dei volontari solo in base all’aderenza ai principi.

“Chiunque conosca la storia, i Principi, lo Statuto e i regolamenti della Croce Rossa è perfettamente a conoscenza del fatto che nessuna discriminazione può essere ammessa o tollerata da parte nostra. La Croce Rossa è un’organizzazione profondamente radicata nelle comunità locali di tutta Italia e accoglie tra i suoi volontari più di 160mila persone provenienti dalle più disparate realtà e dai più differenti percorsi personali. E’ quindi di tutta evidenza che al suo interno sia naturalmente rappresentata la più ampia pluralità di orientamenti, visioni e opinioni. I nostri associati possono essere giudicati solo in base alla loro dedizione, disponibilità, capacità e piena e incondizionata aderenza ai sette Principi fondativi che sono: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontarietà, Unità, Universalità.

Sarà, pertanto, mia personale cura attivare tutte le procedure utili e necessarie ad approfondire la segnalazione della signora Ferri attraverso gli organi interni competenti. La CRI è aperta a tutti coloro i quali vogliano dedicare una parte delle proprie energie e del proprio tempo alla cura e al sostegno nei confronti dei più vulnerabili, senza alcuna esclusione pregiudiziale per chi vuole prestare assistenza, come per chi ne abbia necessità. Oltre a inviare alla Consigliera Ferri le mie personali rassicurazioni, la invito, qualora lo desideri, a scriverci per approfondire. La Croce Rossa Italiana è una Casa di Vetro, le cui porte, lo ripeto, sono aperte a tutti”.

Croce Rossa e posizioni anti-migranti possono convivere?

Questa dicotomia può lasciare di stucco, in alcuni casi può anche disgustare. E’ estremamente semplice mettere una a fianco dell’altra posizioni che possono essere totalmente inconcilianti e andare comunque avanti per la propria strada. Non sappiamo neppure se sia un discrimine valido privare della mensa i bambini stranieri, e se essere daccordo con questo concetto possa davvero essere in conflitto con le idee di Dunant. Per questo motivo permetteteci una postilla.

Se “il bene e la carità si fanno in silenzio” come la stessa consigliera Ferri propone dalle sue pagine Facebook, è proprio perché bisogna osservare, ascoltare e apprendere, anche dalle cose che forse non ci piacciono molto. Risulta quindi piuttosto bizzarro ascoltare reprimende alla Croce Rossa Italiana quando questa ricorda che per farne parte bisogna rispettare 7 principi di base che possono entrare in conflitto con attività politiche, proprio perché la politica – dal volontariato – dovrebbe restare fuori e non bisognerebbe utilizzare simboli a sproposito, perché questi sono estremamente importanti. In particolare, quelli della CRI vengono usati in zone di guerra per tutelare le persone contro cui non è necessario sparare, perché si tratta di indifesi, deboli e inermi. Mettersi volutamente ad attirare bordate comunicative contro la Croce Rossa non è – forse – il modo migliore per cercare di farne parte.

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