Ambulanze: differenze per tipologia, attrezzature e legislazione

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Come si classificano le ambulanze in Italia?

In Italia ci sono diverse tipologie di mezzi di soccorso. Le ambulanze sono veicoli speciali, le più comuni fra gli autoveicoli adattati a funzioni di pubblica utilità. Però ci sono differenze anche in questo campo. Una ambulanza da trasporto sanitario differisce dalle ambulanze di emergenza, che sono meno specialistiche delle ambulanze per trasporto intensivo. I documenti di base che seguiamo per parlare delle ambulanze in Italia sono il Decreto Ministeriale 553/1987 e la norma europea EN1789.

A cosa servono le ambulanze?

A seconda delle realtà, del territorio e delle esigenze sanitarie, vi sono diversi tipo di mezzo di soccorso. Le autoambulanze sono le più comuni e conosciute, ma non possiamo dimenticare le automediche, le ambulanze per uso speciale, i veicoli da soccorso rapido, gli elisoccorso, gli aerei da trasporto sanitario, le motomediche e tutti quei mezzi per portare i soccorritori in luoghi poco raggiungibili. Come potete capire, c’è una enorme varietà di mezzi, tutti con caratteristiche specifiche, ma una funzione comune: soccorrere un cittadino ferito, con un malore o in stato di difficoltà. L’ambulanza per le strade e l’elisoccorso per il cielo sono i due mezzi che possono trasportare una persona fino all’ospedale più vicino o più opportuno.

Perché le ambulanze hanno forme diverse?

Le ambulanze che incontriamo per strada sono di diversi tipi, forme, colori, con funzioni simili: ora cercheremo di distinguerle. Tutte le ambulanze appartengono ad una associazione, ad un’ente pubblico o ad un’azienda privata. Sono solo questi gli organismi preposti ad effettuare servizio di 118, direttamente o in convenzione con la ASL locale. Nessuna ambulanza può fare servizi privati senza essere riconducibile ad un ente giuridico. Tutte le ambulanze per avere tale definizione devono essere omologate per il trasporto di persone. Fra le dotazioni di base previste in Italia ci sono soltanto la barella da trasporto autocaricante e l’ossigeno medicale. Le ambulanze – se non per servizio di emergenza – non hanno generalmente l’obbligo di trasportare ventilatore polmonare o defibrillatore. Solo la Lombardia si è imposta affinché anche per i trasporti cosiddetti secondari fosse presente nel vano sanitario il DAE.

In Italia la costruzione delle ambulanze è regolamentata dal Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione n. 553 del 17 dicembre 1987. Questo decreto individua due tipologie di ambulanza:

• TIPO A: con carrozzeria definita “autoambulanza di soccorso”, attrezzate per il trasporto di infermi o infortunati e per il servizio di pronto soccorso, dotate di specifiche attrezzature di assistenza;

• TIPO B: con carrozzeria definita “autoambulanza di trasporto”, attrezzate essenzialmente per il trasporto di infermi o infortunati, con eventuale dotazione di semplici attrezzature di assistenza.

Perché le ambulanze nella legge italiana sono diverse da quelle della normativa europea?

In Europa esiste anche la tipologia di ambulanza C, normata dal documento UNI ISO 1789 e recepita da moltissimi paesi. In Italia non trova riscontro nel dettato legislativo questo tipo di ambulanza. L’unità mobile di terapia intensiva per il trattamento avanzato, per il trasporto di pazienti gravi, ricade all’interno del tipo di ambulanza “A”. Per non fare confusione e rendere le cose semplici la UNI ISO 1789 identifica la “nostra” ambulanza A come ambulanza Type B. Di fatto, Europa e Italia ragionano al contrario: le ambulanze in Italia partono dalla più importante alla meno importante. Nella EN1789 invece l’ambulanza più importante è l’ultima, la Type C, mentre la prima, la Type A, è per i trasporti sanitari.

Cosa non può assolutamente mancare in una ambulanza?

Tutte le ambulanze sono allestite sfruttando le dimensioni dei principali furgoni commerciali leggeri. Deve quindi essere presente un compartimento guida, occupato dall’autista e da un eventuale passeggero. Dietro deve esserci un compartimento sanitario, detto vano sanitario, che può essere occupato da soccorritori e da pazienti, questi ultimi in un numero MAI superiore a 2. Il decreto ministeriale 553/1987 definisce in maniera precisa le specifiche che il compartimento sanitario deve obbligatoriamente presentare.

Quali misure vanno assolutamente rispettate per la legge italiana?

Per la legge italiana le ambulanze devono avere dimensioni precise sia in lunghezza, larghezza e altezza. Per le autoambulanze di tipo A le dimensioni minime interne del compartimento sanitario, con esclusione di attrezzature ed arredi sono:

• Lunghezza (misurata ad 1 metro dal piano di calpestio): 2,40 m;

• Larghezza (misurata ad 1 metro dal piano di calpestio): 1,60 m;

• Altezza (in una fascia centrale ampia almeno 90 centimetri, lunga almeno 2 metri e di superficie non inferiore a 2,4 metri quadrati): 1,75 m.

E’ invece diverso il calcolo che viene imposto per le autoambulanze di tipo B, che in Italia sono le ambulanze per il trasporto sanitario. Qui gli spazi sono meno limitati e si possono fare allestimenti anche su veicoli compatti.

• Il compartimento sanitario deve essere capace di contenere, tenuto altresì conto delle esigenze del trasporto, almeno una barella a norma UNI di dimensioni non inferiori a 1,85 x 0,56 m.

• Il compartimento sanitario deve essere separato dalla cabina di guida mediante divisorio inamovibile.

L’ambulanza sanitaria può avere una porta ono sportello a chiusura scorrevole a perfetta tenuta. Su tali porte o sportelli è ammessa la presenza di vetri purché di sicurezza.

Che colore devono avere le ambulanze?

Le ambulanze che svolgono servizio di carattere urgente necessitano di segni distintivi che vanno dalla scritta speculare ambulanza sul cofano motore, ai simboli internazionali di soccorso (la Star of Life o la Croce Rossa) ai dispositivi acustici e luminosi (sirena). E’ importante dire subito che il colore delle ambulanze, per decreto, deve essere di fondo il BIANCO. Non esistono purtroppo altre possibilità: fino a quando non saranno modificati questi elementi del Decreto Ministeriale, le ambulanze usciranno su furgone bianco e non su mezzi gialli, come in Europa. In particolare il decreto 553/87 indica che le ambulanze devono essere dotate del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu e di quello di allarme (sirena) previsti rispettivamente dagli articoli 45 e 46 del testo unico delle norme sulla circolazione stradale.

Una postilla su sirene e lampeggianti

I dispositivi di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu e le sirene devono essere azionati
congiuntamente ed in modo continuo, da parte dei conducenti degli autoveicoli e motoveicoli
autorizzati, durante servizi di emergenza. L’utilizzo del solo dispositivo luminoso, pur non essendo aprioristicamente escluso dal Codice della Strada, non consente di derogare ad alcuna delle norme di comportamento e quindi di sicurezza della circolazione stradale. L’uso del solo lampeggiante ha lo scopo di segnalare la presenza del veicolo nei casi in cui sia necessaria una maggiore visibilità per motivi di sicurezza pubblica o connessi all’esercizio delle funzioni comunque richiamate dal citato art. 177 del CdS.

12 - Conoscenza del vano sanitario dell'ambulanza

 

Il corso TSSA (corso nazionale per l’attività di trasporto sanitario e soccorso in ambulanza) è il corso sanitario avanzato della Croce Rossa Italiana che si prefigge di formare il SOCCORRITORE, cioè il Volontario che svolgerà la sua attività sulle ambulanza e perciò il percorso addestrativo è tipicamente sanitario. I corsi sono tenuti da Istruttori di Croce Rossa qualificati con un apposito percorso specifico. I moduli formativi sono 6. Bastano i primi 4 moduli per diventare soccorritore, gli altri due moduli sono di approfondimento e completamento di percorsi regionali. L’accesso a questo corso prevede l’obbligatorietà di essere Socio Attivo CRI e quindi di aver frequentato il Corso Base. Gli incontri vertono principalmente sulle problematiche del soccorso extra-ospedaliero e si dividono in lezioni teoriche e parti pratiche con particolare riferimento alla Traumatologia, alla Rianimazione cardio-polmonare con l’ottenimento del brevetto BLS-D (defibrillazione) ed all’uso dei Presidi disponibili sulle ambulanze.

La cooperazione che ha portato alla creazione di queste dispense di TSSA è molto importante. Infatti non esiste materiale univoco e ufficiale per tutto il territorio Nazionale. Il materiale delle lezioni che stiamo ripubblicando è nato grazie alla collaborazione dei formatori e degli istruttori di Croce Rossa, specializzati in PSTI (Pronto Soccorso e Trasporto Infermi). Questi istruttori hanno realizzato le schede che potete liberamente consultare. Il team è costituito da 15 istruttori qualificati, il cui lavoro è stato controllato da 5 revisori (formatori, medici specialistici e tecnici esperti) che hanno corretto alcuni contenuti scientifici, rendendo poi omogeneo l’aspetto visivo del corso. In questo modo sono nate delle wikiSLIDES che ad oggi hanno più di 5.000 download dal link ufficiale.

Il ringraziamento di Emergency Live va al gruppo TSSA e al coordinatore Egidio Tuccio.

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