Quanto prende di stipendio il soccorritore in ambulanza?

Lo stipendio del soccorritore, che sia autista di ambulanza, infermiere di area critica o tecnico sanitario varia da Regione a Regione, a seconda delle competenze riconosciute e a seconda di vari fattori.

Con questo articolo cerchiamo di affrontare un argomento mostruoso (e foriero di polemiche, lo sappiamo: abbiate cura nel dirci cosa pensate e come migliorereste le cose sui nostri canali Facebook, Instagram, Linkedin o Telegram).

Qual’è la giusta paga del lavoratore del 118?

Le figure che ruotano all’interno di questo mondo sono molteplici, ma in generale si possono definire in 3 categorie. Il tecnico, l’infermiere e il medico. Quali sono gli stipendi medi, le indennità e i problemi che il lavoratore nell’emergenza extra-ospedaliera deve affrontare?

Qual’è lo stipendio dell’autista soccorritore?

Il tecnico nel mondo del soccorso 118 è, per eccellenza, l’autista soccorritore. Il conduttore del mezzo di emergenza non è un infermiere, ma viene incaricato di condurre il mezzo e di operare con competenze BLSD affinché possa, in missione, supportare la componente sanitaria. Esistono professionisti di questo tipo in tre tipologie di realtà: le ASL, gli ambulance service privati, e le associazioni di volontariato. Si, perché le associazioni di volontariato (quelle SERIE, non prendiamo in considerazione le realtà che fanno lavorare in nero con rimborsi spese ndr) hanno contratti nazionali definiti, siano esse ANPAS, Croce Rossa o Misericordie. E questi contratti riconoscono tutele e confini precisi alla figura dell’autista-soccorritore in ambulanza, anche all’interno del terzo settore. Semplificando e prendendo esempi dalla realtà quotidiana, una associazione di volontariato che deve assicurare turni H24 365 giorni l’anno ha bisogno fra i 10 e i 15 autisti soccorritori dipendenti, ai quali affiancare il volontariato (che copre solitamente le attività spot e i servizi festivi/notturni). In realtà come Milano, Bologna, Torino, Roma e grandi città, ovviamente, il numero di personale può aumentare a seconda della quantità di servizi realizzati. In realtà più piccole, comunità montane o remote, possono esserci differenze perché i servizi variano fra periodi di alta stagione e bassa stagione.

Il punto principale è che l’autista soccorritore prende fra i 17.000 ed i 27.000 euro l’anno di stipendio lordo annuale, fatte salve indennità, notturni e straordinari. Un autista soccorritore esperto con anni di servizio e competenze aggiuntive (coordinamento, formazione, sviluppo ecc…) può raggiungere anche i 30.000 euro l’anno. Il dato è creato aggregando la media delle proposte raccolte online, con un riferime

nto anche alle attuali proposte di stipendio per autisti soccorritori ricercabili online. Per chi inizia questo tipo di lavoro lo stipendio può essere fra i 1.000 ed i 1.200 euro al mese, mentre chi ha già esperienza e può spendere competenze aggiuntive, la retribuzione può raggiungere i 1.400 euro mensili. Nei servizi privati possono arrivare proposte che raggiungono a malapena i 1.000 euro.

Qual’è lo stipendio dell’infermiere di area critica?

Nel settore infermieristico le discussioni sul riconoscimento in busta paga delle competenze sono molto complesse. Se nel pubblico infatti l’infermiere di area critica con funzioni autonome (autoinfermieristica con protocolli ndr) può raggiungere anche i 2.000 euro al mese, nel privato il “valore” della prestazione professionale ha una riconoscibilità meno evidente. Esistono infatti infermieri che lavorano in emergenza urgenza, con servizi privati o associazioni, per stipendi più bassi (fra i 1.200 ed i 1.500 euro al mese). Generalmente però l’infermiere per lavorare deve avere un contratto che rispetti gli inquadramenti nazionali, ovvero: un infermiere in fasca D1 deve avere un lordo di 23.920 euro l’anno, un infermiere in fascia D2 deve avere uno stipendio da 24.690 euro l’anno, D3 25.455 euro, D4 26.225 euro, D5 26.225 euro e D6 27.990 euro. E’ chiaro che il contratto può variare molto fra pubblico e privato, ma è anche evidente che il numero di ore lavorate, i recuperi e le competenze possono essere “spese” in fase di contrattazione con il datore di lavoro in modo differente. Va detto che – soprattutto nelle situazioni a partita IVA – è necessario aprire un’ulteriore parentesi. Ci sono infermieri che vendono la propria professionalità a 40/50 euro l’ora (infermieri di area critica su trasporti aeronautici, per esempio) e infermieri che per una manifestazione sportiva fanno turni a 10 euro l’ora, dando scarso peso alla propria professionalità.

Il paragone fra buste paga però nel mondo infermieristico “non paga”. E’ necessario sempre riferirsi alla norma nazionale e agli inquadramenti effettuati a livello comune, per vedere difformità. Ma le differenze possono anche essere pesanti, perché il lavoro infermieristico in associazioni o in cooperative, non riceve lo stesso inquadramento rispetto al pubblico. Capitano situazioni in cui il contratto infermieristico viene registrato come A2 senza specializzazione (1.100 euro al mese) oppure con retribuzione D1. Complica la situazione la mancanza di un accordo quadro e una discussione fra sindacati e conferenza Stato-Regioni abbastanza impantanata. https://www.aranagenzia.it/attachments/article/9016/CCNL%20comparto%20SANITA’%20definitivo_sito%20.pdf

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E lo stipendio del soccorritore base?

Non esiste uno stipendio definito per il soccorritore senza studi. Il soccorritore che ha fatto un corso BLSD, TSSA o simili, e che decida di far diventare quell’attività la sua attività professionale, deve per forza svolgere attività di training verso una delle categorie attualmente più rappresentate. OSS, autisti soccorritori, infermieri e medici hanno rappresentanze e qualifiche definite (bene o male, poi è compito delle rappresentanze sindacali e deontologiche approfondire il tema).  Il soccorritore di base è, invece, per antonomasia un volontario. Quindi non può e non deve essere pagato in alcun modo e a nessun titolo. Sono previsti dal nuovo codice del terzo settore soltanto rimborsi spese ai volontari – senza giustificativi – fino a 150 euro mensili. La pratica del rimborso fisso è stata oggetto di diverse contestazioni, come quella avvenuta in Molise nel 2016. Oggi è possibile iniziare un percorso di conoscenza del volontariato in ambulanza tramite il servizio civile nel terzo settore, che garantisce una paga base di circa 400/500 euro per 12 mesi di attività sociali.

E lo stipendio del medico in ambulanza?

Anche in questo caso, ci sono parecchie differenze da regione a regione e da qualifica a qualifica. Il medico di emergenza territoriale, il medico di emergenza-urgenza, il medico anestesista rianimatore hanno percorsi troppo differenti e vengono riconosciuti in modi non sempre parificabili dalle diverse ASL o Regioni. Una statistica univoca e unificata non si può fare. I dati del Ministero delle Finanze dicono che i medici sono fra i professionisti con gli stipendi più alti in Italia. Ma uno specializzando (tipologia di medico che in molte Regioni vorrebbero vedere nei Pronto Soccorso) raggiunge mediamente i 1.700 euro, mentre un primario ha un reddito mensile medio stimato di 4.500 euro. Ci sono quindi molte diversità ed è possibile che sulla stessa ambulanza si ritrovino autisti soccorritori, infermieri e medici con stipendi parificabili, nonostante le competenze e gli studi differenti.

Questa analisi dovrebbe far riflettere, grazie a numeri stimati ma realistici, quanto sia importante un equipaggio di soccorso per il Sistema Sanitario di ogni Regione. E, forse, potrebbe aiutare in una discussione seria e completa su quali possono essere i vantaggi della creazione di mezzi con varie competenze a bordo. Il mezzo di base, il mezzo infermieristico, il mezzo medicalizzato e l’elisoccorso sono livelli integrati di una strategia che mira alla salute del paziente, spendendo il giusto per farlo arrivare nel migliore dei modi al Pronto Soccorso. Sarà possibile in futuro capire quale Regione e quali modelli siano i più adatti alla realtà nazionale italiana?

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