HEMS, elisoccorso fra prospettive e realtà a Palermo: il primo giorno

Fra potenzialità e aggiornamenti, focus sulle performance

PALERMO – Il convegno della HEMS Association su prospettive e realtà dell’elisoccorso sanitario ha calamitato a Palermo centinaia di professionisti del settore. A Palazzo dei Normanni, con un primo intervento specifico sul tema della gestione e dei costi delle prestazioni del servizio HEMS, è partita la tre giorni che vedrà scambiarsi e confrontarsi diverse realtà e diversi attori di questo settore.

Gli onori di casa li ha fatti la Regione Sicilia, con l’assessore all’istruzione Roberto Lagalla e i responsabili dell’ufficio sanità, con la particolare presenza della dottoressa Letizia Di Liberti. La Sicilia infatti quest’anno vede il “compleanno” della SUES , Servizio di Urgenza-Emergenza Sanitaria, che compie vent’anni in Sicilia ed ha guidato l’attività dell’elisoccorso negli ultimi 20 anni. Un percorso che ha visto 10 anni fa un aggiornamento con il numero delle basi e dei punti di atterraggio fondamentali per raggiungere con qualità estremamente puntuale ogni angolo della Sicilia, servendo un territorio complesso che ha fra i suoi punti più difficili da affrontare per timing e sicurezza delle cure la gestione delle isole.

UN SISTEMA CHE CAMBIA E MIGLIORA: NUOVO MODELLO REGIONALE IN VISTA

Fra le novità annunciate a livello siciliano c’è la possibilità – in un futuro “estremamente vicino” – di una riorganizzazione societaria delle entità che fanno emergenza-urgenza. SUES infatti potrebbe diventare a breve ARSEU, ovvero Azienda Regione Sicilia per l’Emergenza-Urgenza. Una novità sempre creata grazie alla proficua collaborazione con AREU e in particolare l’azione di Alberto Zoli. Il 112 sta infatti prendendo piede in Sicilia dove i tempi di risposta per la provincia di Catania, oggi, sono i più bassi e reattivi d’Italia. Questo sistema dovrebbe vedere entro il 31 dicembre del 2018 la copertura di Palermo, Trapani ed Agrigento oltre a quelle già funzionanti di Catania, Messina e Siracusa a cui si aggiungerà presto Caltanissetta.

A raccontare nel dettaglio l’esperienza maturata dall’elisoccorso siciliano è stata la dottoressa Letizia Di Liberti, direttore generale dell’assessorato siciliano per la sanità. “Quando abbiamo iniziato a pensare il nuovo bando per l’elisoccorso, nel 2011, abbiamo pensato ad un servizio adeguato per le nostre zone montane, adeguato per le nostre zone costiere, e adeguato soprattutto per la delocalizzazione che comportano le isole come Pantelleria e Lampedusa. Abbiamo pensato ad un servizio da alimentare con risorse adeguate per tutti i cittadini del territorio siciliano. Per questo la Sicilia ha un servizio di eccellenza, ed è per questo che ci confrontiamo con tutte le realtà regionali italiane uscendo sempre benissimo sia per qualità che per quantità dell’offerta sanitaria”.

UN MOMENTO DI SVOLTA A LIVELLO EUROPEO: COME FUNZIONERA’ IL SISTEMA DOMANI?

Questo convegno della HEMS Association sta puntando l’attenzione sul tema dello sviluppo di un modello sostenibile e adeguato alle necessità del mondo sanitario. E’ una questione di primaria importanza dato che i mezzi che rispondono alle necessità dell’elisoccorso sono sempre più costosi per via dei fondamentali sviluppi prestazionali che tutto il settore ha vissuto con gli ultimi aggiornamenti tecnologici.

Dai nuovi motori, agli autopiloti a 4 assi, al digital cockpit fino all’analisi dei flussi di vendita delle ventimila macchine oggi circolanti nel settore HEMS. La richiesta sempre più forte di avere dal punto di vista della sicurezza e della prestazione mezzi migliori e più uomini, aumenta molto i costi di gestione. Il passaggio verso elicotteri più spaziosi o più prestanti stride con la attuale disponibilità dei servizi sanitari regionali. Così viene nuovamente alla luce la domanda e la riflessione sul passaggio al modello monomotore, oggi presente in alcune realtà estere (come il servizio BEAR in Bhutan) ma vietato a livello normativo in Europa.

Si discute quindi molto sulle organizzazioni pubbliche che devono capire quale è la loro missione più specifica e necessaria. Chiaramente è presente sul mercato anche una grande quantità di macchine che non sono utilizzate nella totalità della loro operatività, pensando ovviamente agli elicotteri delle Forze dell’Ordine che volano poco (come i mezzi dei Vigili del Fuoco ndr) o che non volano per niente (come gli elicotteri ex-forestali, spesso fermi).

La discussione andrà avanti nei prossimi due giorni di congresso.

 

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