8 Marzo, Croce Rossa per le Donne: “Siano motore della ripresa sociale!

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Volontaria della Croce Rossa che accudisce una neonata appena sbarcata

“Donne vulnerabili, ma anche donne forti e coraggiose. Ne ho incontrate tante in questi anni e i loro volti sono impressi nella mia mente”. Così il Presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca afferma a pochi giorni dalla Giornata Internazionale della Donna. “Penso alle ragazze incinte sui barconi che approdano sulle nostre coste o alle vittime di tratta, spesso minorenni senza più un’identità. Riesco a vedere le mani delle volontarie che accolgono donne e uomini in fuga dalla guerra e dalla violenza e lo sforzo della nostra Infermiera Volontaria Sorella Bonucci, impegnata in questo momento in Sierra Leone nella lotta contro l’ebola. In Medioriente non posso dimenticare gli occhi speranzosi delle ragazze palestinesi incontrate così come non posso non pensare alle donne siriane, ormai quasi del tutto sole e obbligate ad assumersi la responsabilità esclusiva delle loro famiglie dopo che i loro uomini sono stati uccisi, catturati o costretti in altro modo a separarsi dalla famiglia. Non solo in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ma ogni giorno la CRI pensa e parla a tutte loro che sono, sempre più spesso, le più esposte alla violenza e al disagio, ma anche il motore da cui ripartire”.

“Ritengo fondamentale il ruolo delle donne nel sociale – continua Patrizia Ravaioli Direttore Generale CRI. – La percentuale di donne nel mondo del volontariato è altissima, una forza che però non si traduce in altrettanti ruoli di vertice. La CRI rappresenta oggi un’eccezione, dato che ad affiancare il Presidente Francesco Rocca oltre alla sottoscritta, la Governance è femminile con le due vice presidenti Anna Maria Colombani e Maria Teresa Letta.
Va sottolineato quanto la figura della donna oggi rivesta una particolare importanza data la crisi che ancora stiamo attraversando: tante italiane vivono in condizioni difficili e ben una famiglia su cinque è al di sotto della soglia di povertà. Nello scorso anno la Croce Rossa ha assistito 800 mila indigenti e la maggior parte sono donne, dato che gli uomini sono più restii a chiedere aiuto. Cibo, medicine, libri di testo. In alcuni casi i comitati pagano anche le bollette. In molte città la CRI sviluppa programmi per i senza fissa dimora: mentre prima si trattava in prevalenza di uomini, oggi è in crescita il numero di donne che vivono questa condizione drammatica. Occorre quindi continuare a lavorare sull’uguaglianza di genere nella vita sociale, in famiglia e nel lavoro come la Croce Rossa fa ogni giorno attraverso l’opera quotidiana e costante dei suoi volontari e dei suoi operatori. La tutela delle donne e dei diritti umani passa inevitabilmente per la libertà, il lavoro, la cultura e l’educazione” conclude Ravaioli.

 

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