Terremoto Centro Italia, polemica ricostruzione: Che cos’è in realtà il “centro commerciale” costruito a Norcia?

Sui social media la notizia è girata molto, e con questo tono: “Invece di fare le case ai terremotati, fanno i centri commerciali delle grandi aziende”. La realtà è ben diversa e la analizza un articolo di Ivano Porfiri per il giornale Umbria24

NORCIA – Un centro commerciale al posto delle case per i terremotati, possibile? E’ questa la notizia-bufala lanciata e rilanciata sul web per attaccare un progetto davvero interessante e logico, sviluppato per incentivare e ridare vita al commercio nella piana di Castelluccio. La realtà di questo progetto – finanziato dalla Regione Umbria, è invece diversa e molto più incentrata sullo sviluppo del territorio. A Norcia, nella cava dismessa vicino a Castelluccio, sarà costruita un’area commerciale destinata alle attività produttive e alimentari che non hanno più spazi di vendita agibili. L’intervento riguarderà lo spostamento di 10 ristoranti, un bar e tre caseifici che si trovano a Castelluccio.

Alla conferenza di presentazione dell’intervento sono intervenuti il Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il vice presidente Fabio Paparelli, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e tutti hanno smentito le ricostruzioni fantasiose circolate nei giorni scorsi. I soldi per questa struttura in legno e acciaio sono della Protezione Civile, e la Nestlé ha contribuito con i propri progettisti, per dare al centro una struttura innovativa. Non si tratta quindi di un centro commerciale sulla Piana di Castelluccio, e neppure di un agglometato di container (che erano una delle alternative possibili paventate dalla presidente della Regione). “Insieme ai cittadini di Castelluccio abbiamo intrapreso la strada di una progettazione migliore, forse temporalmente più lunga ma che meglio si adatta all’ambiente, pur essendo una soluzione temporanea, che esisterà fino a che le attività produttive saranno ricostruite”. La struttura – hanno spiegato i progettisti – sarà leggera, avvitata quindi assemblata a secco (senza legante come il cemento) di acciaio, legno, secondo le norme dettate dal commissario per la ricostruzione.

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