Nigeria, la potenza delle donne: povere di Jagawa si autotassano e acquistano un'ambulanza

La Nigeria ha un’ambulanza in più, ed è la più splendente di tutte. No, non conosciamo marca, modello o allestimento interno, ma è sicuramente la più splendente di tutte. Perché acquistata da un gruppo di donne della comunità Baddo, nel governo locale di Taura, nello stato di Jigawa.

 

Stanche di attendere che il governo dotasse la loro comunità di un mezzo di soccorso sanitario, le donne, economicamente povere, hanno comunque deciso di tassarsi per acquistare il veicolo per l’intera comunità.

Si sono suddivise in 21 gruppi di 20 membri ciascuno, e hanno versato quotidianamente una cifra stabilita per due mesi consecutivi (1000 Naire nigeriane).

Il tutto per dotarsi di un mezzo che le accompagnasse, quando in travaglio o in altre situazioni mediche, alla struttura sanitaria più vicina, distante 31 chilometri.

NIGERIA, UN’AMBULANZA PER LE DONNE IN TRAVAGLIO: SI AUTOTASSANO IN 420

I fondi sono stati tolti dal pane quotidiano nel senso più esteso del termine: le famiglie ricevono dall’amministrazione Muhammadu Buhari una sorta di sussidio di 5mila Naire Nigeriane (una Naira della Nigeria vale 0,0023 euro, per capirci).

Quella cifra deve bastare per tutto, ma ad essa si affianca anche formazione e assistenza dei cittadini riceventi nella creazione di piccole imprese.

Anche in questo, nella creazione di micro-imprese, protagoniste sono le donne, ma è un’altra storia, che merita una narrazione a se stante.

Una delle leader dei gruppi, Hanne Hassan, ha raccontato a Premium Times di aver acquistato l’ambulanza soprattutto per il problema narrato qualche riga sopra: far trasportare le donne in travaglio in strutture sanitarie con personale formato e livelli di igiene dignitosi.

UN’AMBULANZA FRUTTO DELLA SOLIDARIETA’ TRA DONNE E PER DONNE, LA NARRAZIONE DI UNA LEADER DEI GRUPPI FORMATI NELLA COMUNITA’ BADDO, IN NIGERIA

“Dobbiamo andare nelle comunità vicine per ottenere veicoli commerciali che ci portino agli ospedali.

Ci affidavamo a un veicolo donato dal governo statale sotto l’ex governatore Sule Lamido, ma è bloccato a seguito di un incidente”, ha detto la signora Hassan.

“Da quando il veicolo è fermo, alcune donne sono morte durante il travaglio e anche molti bambini non ancora nati sono morti a causa di operazioni eseguite in ritardo”, ha detto.

La signora Hassan ha raccontato che le donne dei vari cluster, i gruppi in questione, in due mesi hanno contribuito con circa 900.000 dollari, mentre altri membri della comunità hanno donato 100.000 dollari.

Ha anche aggiunto che il veicolo che hanno acquistato è l’unico nella comunità, così accade che anche altre persone, con patologie d’emergenza, viaggino sulla sua barella, dirette all’unica struttura sanitaria.

“Ogni famiglia nella comunità può utilizzare il veicolo per portare la madre incinta alla struttura sanitaria più vicina nella misura in cui il capofamiglia può rifornire l’auto e sistemare l’autista”, ha aggiunto.

Tuttavia, si è lamentata del fatto che, nonostante il sacrificio delle donne per portare il veicolo sulla strada e le loro altre lotte, i funzionari del governo statale non siano stati comprensivi.

“Nonostante i nostri sforzi, i funzionari delle autostrade normalmente fermano il veicolo chiedendo particolari pensando che sia un veicolo commerciale.

Ciò causa un ritardo nel trasferimento delle donne in travaglio alla maternità, e ha portato alla morte di una donna”, ha concluso la signora Hassan.

IN NIGERIA IL PROBLEMA NON E’ L’AMBULANZA, MA CIO’ CHE RIMANE NELLE CASSE PER ACQUISTARE UN PO’ DI TUTTO

Il governo della Nigeria si è negli anni prodigato per estendere i servizi sanitari di base alle donne anche nelle aree più remote del paese, ma i risultati sono stati altalenanti, e ad oggi piuttosto lontani dall’essere sufficienti.

La Nigeria è un paese ricchissimo di risorse naturali, quasi tutte ad appannaggio di grandi multinazionali estere, l’italiana ENI tra esse.

Ciò che rimane nelle tasche del governo non è poi granché, e da ciò (o per meglio dire, anche da ciò) nasce la grande difficoltà nel mettere in pratica le varie riforme che vengono tentate, quella sanitaria tra esse.

Un fattore che non ha fermato le donne di Jagawa, protagoniste di un piccolo miracolo tutto al femminile.

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FONTE DELL’ARTICOLO:

PREMIUM TIMES

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