Soccorso Alpino, ad Asiago è “caccia” ai dispersi maleducati

Potrebbe finire in tribunale la storia degli escursionisti maleducati e superficiali che nei giorni scorsi si sono persi a cima Larici, vicino Asiago. I turisti hanno infatti lasciato i soccorritori a cercarli per ore, nella neve, senza avvertirli che… avevano ritrovato la strada per casa. Il gruppo di persone disperse aveva chiamato il Soccorso Alpino dopo aver perso il sentiero. Immediati i soccorsi e la attivazione dei mezzi e degli uomini che hanno perlustrato la zona, arrivando a pensare il peggio. Fino a quando, dopo ore di ricerca, dalla centrale i soccorritori hanno rintracciato uno dei dispersi. Che però era già in autostrada, sulla sua auto, in direzione di casa. A dare la notizia è Vicenza Today, che spiega come, dopo il falso allarme, agli escursionisti “dispersi” arriverà il conto salato dell’intervento inutile. Il comportamento leggero dei turisti sarà inoltre vagliato dalla Procura e dalle autorità del Soccorso Alpino regionale, per valutare se la “dimenticanza” possa assumere i connotati del procurato allarme e, quindi, se far pagare l´intervento al gruppo come previsto dal decreto regionale 1411/11 che disciplina i servizi di soccorso.

La norma prevede la compartecipazione della spesa qualora “non sussistano le condizioni di emergenza-urgenza e che l´utente abbia riferito una situazione diversa da quella reale”. Il costo delle squadre a terra si aggira attorno ai “200 euro per il diritto di chiamata di ciascun team composto da un massimo di tre operatori e di 50 euro per ogni ora di lavoro dopo la prima, fino a un massimo di 1.500 euro”. Ma il procurato allarme potrebbe far rischiare ai turisti ben di peggio, perché “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516″.

Meglio portare più rispetto per i soccorritori

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