Tsunami e maremoti, la Protezione Civile chiede aggiornamenti dei piani di emergenza a tutti i Comuni costieri

Grazie alla nuova rete SiAM il rischio maremoto per scosse telluriche sotto la superfice marina possono ridursi, con allarmi previdenti. Ecco cosa devono fare i comuni italiani affacciati sul mare

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto firmato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, contenente le Indicazioni alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto.

 

Le coste del Mediterraneo sono state interessate nel corso dei secoli da numerosi eventi di maremoto che hanno trovato la loro origine nell’elevata sismicità del nostro paese. Proprio in considerazione dell’esposizione delle regioni costiere a tale rischio, il 17 febbraio 2017 con una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato istituito il Sistema d’Allertamento Nazionale per i maremoti – SiAM, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA.

 

Le indicazioni, emanate in attuazione del punto 2 della Direttiva, si riferiscono alla pianificazione di protezione civile per la gestione del rischio derivante da possibili maremoti generati da terremoti nel Mar Mediterraneo. Il documento fornisce indicazioni alle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, utili ai vari livelli territoriali e istituzionali ai fini della salvaguardia della popolazione presente lungo le coste. Con questo sistema di allertamento il nostro paese aderisce ad uno dei gruppi di coordinamento intergovernativo dell’UNESCO che si occupano della costruzione dei sistemi di allertamento maremoto (Tsunami Warning System – TWS) nei maggiori bacini oceanici e marini del mondo. Il SiAM, recependo a pieno i principi determinatisi nell’ambito del gruppo UNESCO, tiene conto di due aspetti fondamentali per il nostro paese: le ridotte dimensioni del bacino del Mediterraneo, che rendono limitati i tempi per un’eventuale allerta, e le cause di innesco dell’evento di maremoto, generato nella maggior parte dei casi (circa l’80%) da un terremoto. Altre fenomenologie non sono al momento rilevabili sistematicamente in anticipo rispetto all’evento e, quindi, non permettono l’attivazione di un sistema d’allertamento. Il SiAM, pertanto, ha il compito di monitorare e allertare in caso di possibili maremoti di sola origine sismica che avvengono nel mar Mediterraneo.

 

All’interno del documento, articolato in cinque capitoli e quattro allegati vengono descritti il contesto di riferimento e fornite informazioni utili per inquadrare i temi connessi al rischio specifico e approfondire le azioni e le misure da adottare a seconda delle fasi di allerta. Sono inoltre fornite le indicazioni operative utili ai fini dell’elaborazione o aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il livelli territoriali, per le Strutture Operative e per i gestori dei Servizi essenziali e della mobilità. Infine, l’ultimo capitolo è dedicato alle indicazioni utili per consentire ai vari livelli la pianificazione dell’informazione e comunicazione alla popolazione. Il testo fornisce anche indicazioni sulle metodologie utilizzate per la definizione delle fasce di inondazione, sulla messaggistica SiAM e sull’allontanamento della popolazione, oltre che indicazioni sulla realizzazione della segnaletica di emergenza per il rischio maremoto.

 

La pubblicazione delle Indicazioni rappresentano un ulteriore passo avanti per l’intero Sistema Nazionale di Protezione Civile in relazione al rischio maremoto.  Il Sistema d’Allertamento Nazionale per i maremoti – SiAM, volto a raggiungere efficacemente tutti i livelli amministrativi territoriali interessati da un’allerta, ha richiesto la progettazione di uno specifico strumento centralizzato di comunicazione delle allerte, la Piattaforma tecnologica SiAM, in grado di rispondere all’esigenza imposta dai tempi contratti dell’allertamento, con l’attivazione in parallelo e in simultanea delle diverse istituzioni del Servizio nazionale della protezione civile.

 

La Piattaforma Siam, già testata lo scorso anno in via sperimentale nel corso dell’esercitazione internazionale di protezione civile NEAMWave17 e anche a seguito dell’evento sismico di magnitudo 6.8 del 25 ottobre 2018 localizzato in prossimità dell’isola di Zante, al momento non raggiunge direttamente la popolazione interessata dal rischio maremoto che deve essere quindi allertata attraverso le modalità definite nel piano di protezione

civile comunale, in raccordo con le pianificazioni degli altri livelli territoriali, organizzate tenendo conto delle Indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto appena pubblicate in G.U.

 

 

Roma, 16 novembre 2018

 

 

I commenti sono chiusi.