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L’importanza dell’Elisoccorso in Italia

L’Elisoccorso nel panorama moderno dei mezzi di soccorso è davvero una delle modalità che meglio si adatta a certe tipiche esigenze. Pensate ad una situazione di emergenza dove il ferito è intrappolato in una situazione in cui l’ambulanza non avrebbe alcuna possibilità di intervenire e dunque è solo l’elicottero il mezzo possibile, quello che davvero può trarre in salvo la persona che sta male.

Poter disporre di un elicottero di soccorso offre parecchi vantaggi; il primo è la possibilità di trasportare un’équipe veramente specializzata in luoghi distanti, luoghi dove i mezzi medicalizzati impiegherebbero moltissimo tempo. Il secondo vantaggio è rappresentato in modo del tutto evidente dalla possibilità di ricoverare il paziente nell’ospedale che maggiormente è idoneo alla sua situazione clinica con notevoli risparmi di tempo rispetto alle autoambulanze e d’altro canto con minori disagi per lo stesso paziente. La scelta di operare per mezzo dell’elisoccorso viene comunque effettuata quando l’intervento aereo risulta essere assolutamente il più idoneo come risposta ad un codice di valutazione.

Esistono due tipologie tipiche di intervento:

  1. intervento primario: trasporto del paziente dal luogo dell’evento all’ospedale più idoneo;
  2. intervento secondario: trasporto del paziente da un ospedale di livello inferiore (es. DEA di I livello) ad un ospedale di livello superiore (es. DEA di II livello)

In Italia l’Elisoccorso è nato ufficialmente nel 1984, grazie alla collaborazione tra le autorità mediche e i provider che sono stati i primi a riconoscere l’utilità delle operazioni in aeroambulanza.

Lo scopo principale dei servizi di elisoccorso è duplice:

  1. garantire un’assistenza sanitaria ad alto livello di intensività con tempi di intervento molto rapidi, specie in località isolate o remote;
  2. permettere una veloce ospedalizzazione della vittima alla struttura ospedaliera idonea, anche se questa è distante dal luogo dell’evento.

Da considerare inoltre come il trasporto via aria risulti, oltre che molto più rapido, anche più confortevole e potenzialmente meno rischioso, specialmente per i pazienti politraumatizzati; rispetto a un trasporto via terra in ambulanza, soprattutto su strade di montagna, le sollecitazioni cinetiche per la vittima trasportata in elicottero sono sensibilmente minori.

ELISOCCORSO, IL QUADRO NORMATIVO NEL NOSTRO PAESE

Dal punto di vista normativo, l’Elisoccorso è regolato dal DPR 27 marzo 1992, “Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza”. Ci sono poi le linee guida emanate della Conferenza Stato-regioni, oltre alle “Norme operative per il servizio medico di emergenza con elicotteri” emanate da ENAC

La situazione territoriale italiana

Al 2013, le Regioni Umbria, Molise e Sardegna non possiedono Centrali Operative con basi proprie di elisoccorso, contrariamente alle restanti Regioni. In Umbria opera l’elisoccorso delle Marche, in Sardegna invece il bando è ancora fermo al palo, nonostante un servizio di elisoccorso sarebbe di estrema utilità. Qui il numero di basi di elisoccorso esistenti a livello regionale e nazionale:

  1. Piemonte: 5
  2. Valle d’Aosta: 1
  3. Lombardia: 5
  4. P.A. di Bolzano: 2
  5. P.A. di Trento: 1
  6. Veneto: 3
  7. Friuli Venezia Giulia: 1
  8. Liguria: 2
  9. Emilia Romagna: 4
  10. Toscana: 3
  11. Umbria: 1
  12. Marche: 1
  13. Lazio: 3
  14. Abruzzo: 2
  15. Molise: 0
  16. Campania: 2
  17. Puglia: 2
  18. Basilicata: 2
  19. Calabria: 3
  20. Sicilia: 4
  21. Sardegna: 0

In Italia in tutto ce ne sono 47.

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