Come si testa una barella per i salvataggi sulla luna?

Due settimane fa, una barella per il salvataggio degli astronauti è stata testata sott’acqua. Il Lunar Evacuation System Assembly (LESA) è stato progettato da ESA per essere utilizzato da un singolo astronauta in condizioni di gravità lunare per salvare un membro dell’equipaggio in stato di emergenza.

Nonostante le caratteristiche geologiche della Terra, c’è un luogo dove è possibile testare un dispositivo lunare poichè presenta  condizioni simili alla superficie lunare. Il fondale di un oceano.

Con il suo terreno roccioso, per certi tratti sabbioso e l’acqua salata, ha più in comune con la superficie lunare di quanto si possa immaginare. Questo è il motivo per cui due membri della missione NASA NEEMO 23 hanno testato l’ultimo prototipo dell’ESA per salvare gli astronauti caduti sulla superficie Luna.

Questa sorta di “ambulanza lunare” è una struttura piramidale che consente ad un astronauta di sollevare un membro dell’equipaggio caduto su una barella mobile in meno di 10 minuti, prima di portarli in salvo.

 

In fondo al mar…testando la barella spaziale!

Durante la missione NASA NEEMO 22 del 2017, Pedro Duque, astronauta dell’ESA, e l’astronauta della NASA Kjell Lindgren hanno testato un prototipo precedente. Hanno vissuto e lavorato in habitat sottomarino per nove giorni, metteranno alla prova LESA.

Hervè Stevenin, capo di addestramento ESA  sullo spacewalk e sulle operazioni di Neutral Buoyancy Facility (NBF) afferma che LESA è il primo prototipo al mondo che consente il recupero rapido e sicuro di un astronauta caduto sulla superficie lunare da una persona. Il catalizzatore per il suo sviluppo è arrivato dopo uno studio di tre anni sul Moondive.

Commissionato dall’ESA e guidato dalla società francese Comex, questo studio ha esaminato il modo in cui la piscina di 10 m di profondità dell’Agenzia Spaziale Europea a Colonia (Germania) potrebbe essere usata per simulare la gravità lunare stando sott’acqua per testare attrezzature e strumenti operativi da utilizzare sulla luna.

Una parte fondamentale di questo lavoro è stata l’identificazione delle attività essenziali che gli astronauti avrebbero dovuto eseguire mentre svolgevano attività extraveicolari (EVA) sulla superficie della Luna. Il salvataggio sulla luna di un membro dell’equipaggio è emerso in cima alla lista.

Simulazione di un astronauta caduto sulla superficie lunare e che deve essere recuperato. Foto: ESA/NASA-H.Stevenin

Perché questo tipo di dispositivo?

Hervé spiega che hanno iniziato a lavorare su una barella lunare già da tempo. È stata affrontata l’importanza di fornire agli astronauti la capacità di salvare un membro dell’equipaggio caduto o in difficoltà durante l’esplorazione lunare. Una buona conoscenza della propria tuta e delle attività extraveicolari è stato vitale nello sviluppo di LESA, poiché le tute spaziali in EVA sono ingombranti e limitano

I membri della missione NEEMO 23 Samantha Cristoforetti e Jessica Watkins hanno testato LESA sott’acqua. Foto: ESA/NASA-H.Stevenin

molto i movimenti. Inoltre sono piuttosto pesanti, nonostante la gravità ridotta della Luna sia un sesto di quella sulla Terra. Da considerare anche che i guanti in EVA pressurizzati riducono di molto la destrezza di un astronauta.

È impossibile che gli astronauti possano portare un compagno di squadra caduto o in difficoltà sulle spalle mentre indossa una tuta EVA. Il suo peso impedisce ogni tipo di movimento “extra”. L’obiettivo dell’ESA era di portare tutte le azioni di soccorso all’interno del programma di un astronauta che indossa l’EVA per garantire un salvataggio rapido e sicuro.

La barella LESA può essere trasportata come un carrello da golf e posizionato vicino all’astronauta caduto per fornire un meccanismo di sollevamento e una barella facile da manovrare, come riporta Hervé. Una volta che il soccorritore ha usato il dispositivo per sollevare il membro dell’equipaggio, attaccare la barella alla propria schiena, aggiunge le ruote alla barella e lo trasporta in salvo.

 

Prossimi passi per lo sviluppo del salvataggio sulla luna

Come membri dell’attuale missione NEEMO 23 di nove giorni, l’astronauta dell’ESA Samantha Cristoforetti e l’astronauta della NASA Jessica Watkins hanno vautato la seconda versione di LESA durante una passeggiata spaziale sottomarina nell’Oceano Atlantico un paio di settimane fa.

La coppia ha indossato i guanti EVA e terrà conto dei vincoli che si presentano durante le operazioni salvavita. Inoltre hanno testato LESA sul simulatore di tuta spaziale EVA di Comex. Quindi, piuttosto che fare a turno il ruolo di un membro dell’equipaggio caduto, il peso subacqueo di questo simulatore di tuta è equivalente al peso di un astronauta che indossa un completo di Eva sulla Luna.

Il loro feedback sarà utile per ulteriori sviluppi di LESA, anche perché l’ESA sta cercando di collaborare con la NASA per migliorare la qualità delle missioni spaziali.

 

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