Coronavirus in Marocco: la reazione di Renault, politica e delle società di ambulanze private

E’ uno dei pochi stati in Africa nei quali il coronavirus Covid-19 ha colpito duramente, il Marocco: sono infatti 2.685 i casi confermati nello Stato guidato da re Mohammed VI, con ben 137 decessi, a fronte di una popolazione di quasi 40 milioni di abitanti.

Ma un po’ come in Italia, e in tante parti del mondo, l’emergenza-coronavirus ha spinto molti a dare il meglio di sé, e anche il Marocco si sta distinguendo per una serie di iniziative di solidarietà encomiabili.

CORONAVIRUS IN MAROCCO, L’IMPEGNO DI RENAULT

Meritoria è stata la decisione di Renault Morocco Group, che in questi giorni ha contribuito all’ondata di solidarietà nazionale donando 50 ambulanze per la lotta al Covid-19.

Due carrozzerie marocchine, Tramauto e Arinco, provvederanno all’allestimento interno, trasformando i mezzi in splendide ambulanze.

Un po’ come hanno del resto fatto il gruppo Fiat FCA ed il gruppo Volkswagen, anche Renault Morocco ha messo a disposizione le proprie infrastrutture di Tangeri e Casablanca perché vengano trasformate in luoghi di lotta al coronavirus.

CORONAVIRUS IN MAROCCO, LE DONAZIONI DI POLITICA ED ECONOMIA

La reazione del Marocco all’emergenza da Covid-19 è stata da subito importante, prevedendo un fondo iniziale di 1 miliardo di dollari.

Ad esso si sono aggiunte le donazioni di componenti importanti dell’establishment: il re del Marocco ha donato a titolo personale 200 milioni di dollari, il ministro dell’Agricoltura, Aziz Akhannouch, attraverso una società di energetica, ne ha devoluti 100 milioni. Il ministro dell’Industria Moulay Hafid Elalamy, per parte sua, ha versato nel fondo 20 milioni di dollari.

COVID-19, A MARRAKECH LE AMBULANZE PRIVATE SI METTONO GRATUITAMENTE A DISPOSIZIONE

Ma non solo le forze economicamente rilevanti, si sono messe all’opera nello Stato africano: le compagnie di ambulanze private attive a Marrakech hanno deciso di mettere a disposizione mezzi e personale per il trasporto gratuito delle persone con sintomi da Covid-19, per permettere loro di raggiungere i nosocomi cittadini.

Una quindicina di società hanno individuato questa via per alleviare il carico di lavoro che grava sulle ambulanze del Servizio di assistenza medica di emergenza (EMS) e sui mezzi della Protezione Civile nazionale.

Una quindicina di mezzi, molta parte di loro dotati di sistemi di ventilazione polmonare, sono così entrati nel circuito di risposta all’emergenza da coronavirus SARS-CoV-2, e questo certamente contribuirà non poco al calo di contagi nel centro abitato, che conta circa un milione di abitanti.

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