COVID-19: spento il focolaio, l’ospedale di Budrio riparte

“Il focolaio di covid-19 all’ospedale di Budrio è stato “spento”. Con queste parole l’Ausl di Bologna spiega la riapertura, stamattina, del reparto di Medicina nel quale ad inizio maggio si era sviluppato il focolaio del contagio.

 

COVID-19, il lavoro dell’ Ausl di Bologna

I controlli sono consistiti in 300 tamponi, che hanno portato a scoprire 54 casi di positività: 28 pazienti, 18 operatori, 5 visitatori, 2 familiari di operatori ed un contatto extra-familiare di un paziente positivo.

“Sono in corso le indagini epidemiologiche da parte dei medici sentinella su pazienti sintomatici con sospetto covid-19”, ha spiegato l’Ausl, riferendosi ai cittadini di Budrio.

Per questo motivo dalla settimana prossima l’unità mobile del Dipartimento di sanità pubblica effettuerà a Budrio test sierologici agli operatori della Polizia municipale e ai cittadini segnalati dai medici sentinella. In caso di positività, verranno effettuati i tamponi.

Sull’ospedale, intanto, si sono “concluse le rivalutazioni dei percorsi e delle modalità di accesso all’ospedale e sono in via di completamento le operazioni di sanificazione”.

Di conseguenza, rende noto l’Ausl, “la ripresa completa delle attività di ricovero avverrà con gradualità e sarà accompagnata da una rinnovata organizzazione degli accessi e degli spazi” della struttura.

Dalla prossima settimana, riprenderanno anche i ricoveri in Lungodegenza e saranno raddoppiati i check point di accesso in ospedale: oltre a quello già presente all’ingresso principale, un secondo sarà riservato agli operatori.

COVID-19 , l’Ausl: nuove disposizioni per le visite ai pazienti

All’ospedale di Budrio, spiega ancora l’Ausl di Bologna, “saranno riviste le modalità di visita a parenti e amici ricoverati in ospedale, possibili secondo precise norme che rispondono al necessario criterio di de-affollamento, salvaguardando al contempo i criteri universali di umanizzazione delle cure”.

Per quanto riguarda l’organizzazione interna degli spazi, poi, “è stata rafforzata la separazione tra le aree Covid free e quelle dedicate a pazienti in attesa di conferma di positività”.

In particolare, il piano 1 sarà riservato a Medicina e Lungodegenza, mentre il piano 2 sarà dedicato alle persone con sospetto coronavirus.
Rafforzata anche la separazione dei percorsi interni al Pronto soccorso e alla Radiologia, con “intensificazione delle procedure di sanificazione che saranno effettuate immediatamente dopo il passaggio di un paziente covid o sospetto”.

E ancora, è in via di “predisposizione la segnaletica interna all’ospedale, per rendere ancora più chiari ed evidenti i percorsi all’interno della struttura”.

Infine, partirà una campagna di comunicazione che “interesserà tutte le strutture sanitarie dell’area metropolitana, per rammentare e promuovere i comportamenti di prevenzione, distanziamento e protezione individuale, indispensabili per accedere a ospedali e luoghi di assistenza e cura”.

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