Intervengono sull’Everest, operazione storica senza precedenti

Sabato scorso, un uomo era rimasto intrappolato e infreddolito a campo 3 dell’Everest, non un monte qualunque, chiunque sarebbe stato titubante sull’effettiva operazione di soccorso mediante elicottero. Erano invece di diverso parere la squadra italiana composta da Simone Moro, Maurizio Folini e il soccorritore Armin Senorer, tanto che quest’ultimo una volta sceso dal mezzo è riuscito a recuperare il ferito.

I componenti dell’equipaggio hanno addirittura passato la notte sull’Everest a quota 8000 metri. E’ un successo di squadra  impensabile secondo molti, realizzato da un elicottero italiano, un I-VIEW modello AS350 B3 sotto i disciplinari di Elicampiglio, un team tutto italiano in collaborazione con la nepalese Fishtailair. L’impresa è stata straordinaria, un’eccellente prova di come in Italia la preparazione degli operatori e la tecnologia a loro disposizione sia di altissimno livello su tutti i fronti del soccorso.

Depositare un uomo e una barella a 7000 metri in maniera precisa e sicura per il ferito è cosa davvero impressionante se si considera il forte vento e tutto ciò che comporta i disagi di un avviamento effettuato a così alta quota. L’incredibile impresa italiana non è riuscita a salvare la vita all’uomo, di nazionalità taiwanese, al quale sono state fatali le due notti passate all’aperto e i principi di congelamento. Una volta giunti a 8000 metri d’altezza con a bordo il ferito l’equipaggio italiano ha cercato invano di riavviare l’elicottero ma la potenza del mezzo a quell’altezza non era sufficientemente in grado di effettuare il decollo ed è tardato infine l’arrivo dei soccorsi che avrebbero dovuto prestare le prime cure all’uomo.

L’impresa ha avuto una certa risonanza in tutto il mondo del soccorso a livello internazionale, quello che è stato fatto dai nostri connazionali è un’impresa storica che verrà comunque ricordata al di là del triste epilogo.

 

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