Formazione dei soccorritori: troppe regole in troppe regioni

(Corriere della Sera) – Fatto (si spera) il parco dei defibrillatori, bisogna pensare alla formazione di chi li usa. Anche qui, non si riescono ad avere numeri precisi su quante persone abbiano seguito un corso in Italia . «Con il nostro Centro – dice Erga Cerchiari, past president dell’Italian resuscitation Council – ogni anno formiamo a livello nazionale circa 100 mila persone, “laiche”. Però è sempre una goccia nel mare, se pensiamo ai 61 milioni di italiani». La normativa impone una formazione che può essere effettuata da enti, associazioni o società scientifiche purché accreditati dai 118. Le competenze regionali in materia sanitaria però hanno creato una notevole confusione. Solo otto Regioni hanno emanato linee guida per l’utilizzo dei defibrillatori, comunque non omogenee . Il decreto sulla diffusione dei defibrillatori ha cancellato il paradosso per cui fino al 2011 il corso di formazione era valido solo nella regione in cui era stato fatto. L’ostacolo territoriale, tuttavia, resta per l’accreditamento degli enti formatori: per tenere i corsi bisogna ricevere un nullaosta per ogni regione, se non addirittura per ogni 118. «Stiamo cercando di superarlo, – spiega Angela Panuccio del ministero della Salute -. Stiamo predisponendo una nota di chiarimento, con indicazioni più puntuali».

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