Sette nuovi centri di soccorso russi in Artico a sostegno delle trivellazioni

Nuovi centri di soccorso integrati nella regione artica: il ministro russo per le situazioni di emergenza, Vladimir Puchkov ha illustrato l’ambizioso progetto del suo paese per la conquista del Polo Nord. Una regione ritenuta strategica per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi sottomarini, nella quale la Russia rivendica un ruolo da primatista.

Le tensioni intorno alle trivellazioni nel mare Artico erano scoppiate sui media internazionali qualche mese fa, quando un’operazione di arrembaggio dimostrativo da parte di attivisti di Greenpeace si era conclusa con l’intervento dei militari russi, arresti e accuse di pirateria, poi rientrate. Scopo dell’organizzazione ambientalista internazionale è di innalzare l’attenzione sui rischi di tali trivellazioni, con la distruzione irreparabile di un territorio ancora inviolato con un ecosistema fragilissimo.

La Russia risponde da par suo aumentando il numero delle stazioni di soccorso di emergenza in funzione nel mare Artico. “Tre centri di soccorso integrati sono già in funzione a Naryan-Mar, Arkhangelsk e Dudinka per rispondere a situazioni di emergenza – ha dichiarato il ministro Vladimir Puchkov – sono dotate di hardware e tecnologie per tutte le operazioni nelle latitudini settentrionali. Ora vogliamo portare centri simili in sette distretti della zona artica entro la fine del 2015 “. Secondo le dichiarazioni del ministro in questo modo la zona artica sarà protetta da vigili del fuoco e unità di salvataggio aereo.

I commenti sono chiusi.