Gastrite

Definizione

La gastrite è un processo di tipo infiammatorio, acuto o cronico, che colpisce la tunica mucosa dello stomaco. Esistono varie forme di gastrite, sia per quanto riguarda la gastrite di tipo acuto sia per quel che concerne la gastrite di tipo cronico.

Gastrite acuta

Le cause alla base della gastrite acuta sono molteplici. Fra quelle maggiormente coinvolte in questa patologia possiamo ricordare tutte quelle che danneggiano direttamente la mucosa come, i farmaci e le sostanze alcoliche. Il motivo per il quale i farmaci, soprattutto i FANS, possono danneggiare la mucosa dello stomaco è legato al fatto che tali sostanze, che penetrano con relativa facilità le membrane cellulari si comportano come veri e propri acidi, liberanndo ioni H+ ed esplicando effetti lesivi sulle cellule. I soggetti più colpiti risultano essere quelli di sesso maschile. Anche l’assunzione di sostanze alcoliche, in particolar modo quando queste vengono assunte a stomaco vuoto, può avere effetti lesivi sulla mucosa. Una delle forme più importanti di gastrite acuta è la gastrite acuta emorragica (nota anche come gastrite acuta erosiva) che è caratterizzata da ematemesi (emesi emorragica) e da melena (emissione di feci nerastre e fetide legate a emorragia a livello dello stomaco o anche dei tratti più alti dell’intestino). Inoltre la gastrite emorragica può essere dovuta all’assunzione a lungo termine di farmaci corticosteroidi. Un’altra forma di gastrite acuta è la gastrite acuta corrosiva. Le cause alla base di questa tipologia di gastrite sono generalmente da ricondursi all’ingestione accidentale o volontaria di sostanze fortemente acide o alcaline o, ad alta azione corrosiva, che possono in questi casi portare a erosioni anche estese e necrosi della mucosa, e nei casi più seri può esservi persino perforazione. In seguito a tale forma di gastrite si possono verificare stenosi gastriche o esofagee caratterizzate dalla presenza di fibrosi cicatriziale. La gastrite acuta può essere anche originata da stafilococchi, shigelle e salmonelle; in questo caso si parla di gastrite acuta infettiva. La gastrite acuta provocata da stafilococchi è la forma di gastrite infettiva più grave ed è clinicamente caratterizzata da una forte iperemia della mucosa, e si registrano inoltre erosioni superficiali, petecchie, edema delle pliche, desquamazione e necrosi epiteliale. Altre forme di gastrite acuta sono la gastrite acuta ischemica e la gastrite da radiazioni. La gastrite acuta ischemica è generalmente provocata da traumi, ustioniipovolemia e stati di shock. Gli eventi traumatici o stressanti che interessano la mucosa dello stomaco portano alla formazione di ulcerazioni non particolarmente estese. La gastrite da radiazioni è invece una forma di gastrite che viene talvolta osservata in quei soggetti che si sottopongono a cicli di radiazioni per il trattamento di forme neoplastiche addominali. L’irradiazione può provocare un danno mucoso di tipo acuto (formazione di ulcere, desquamazione epiteliale e, ma più raramente, necrosi dei piccoli vasi). Le lesioni provocate dalle radiazioni tendono generalmente a regredire trascorso qualche mese dal termine dei cicli radianti, ma, nel caso in cui la terapia venga ripetuta varie volte e si protragga a lungo, c’è la possibilità che si verifichino lesioni vascolari particolarmente serie. La sintomatologia della gastrite acuta è alquanto variegata e può differenziarsi da forma a forma, anche se molti segni e sintomi sono comuni; fra questi ricordiamo il dolore sordo e la pirosi (il bruciore di stomaco) che possono acuirsi o, al contrario, ridursi dopo i pasti; la nausea, il vomito, la riduzione del senso di fame, la sensazione di stomaco pieno dopo i pasti, i gonfiori addominali, le eruttazioni, il dimagramento. Spesso la comparsa dei sintomi è improvvisa; più frequentemente si registrano nausea e bruciore di stomaco. La diagnosi di gastrite si avvale, oltre che dell’ esame anamnestico, di test diagnostici di vario tipo. Fra questi si possono fare gli esami ematochimici, il test del respiro, l’esame delle feci, la gastroscopia e la radiografia del tratto gastrointestinale. La terapia della gastrite acuta dipende dal fattore scatenante: se alla base della patologia vi è l’assunzione di sostanze alcoliche o farmaci, una riduzione dei sintomi può essere ottenuta evitando l’utilizzo di tale sostanze; allo scopo di alleviare i sintomi vengono generalmente prescritti farmaci anti-acido. Quando non è possibile sospendere determinati trattamenti terapeutici ritenuti responsabili di gastrite, si può ricorrere all’assunzione di sostanze gastroprotettive. Nel trattamento della gastrite gioca un ruolo fondamentale anche un corretto stile di vita.

Gastrite cronica

La gastrite cronica è un processo infiammatorio caratterizzato dalla persistenza nel tempo di un certo numero di agenti irritanti. È una patologia alquanto comune, in particolar modo nei soggetti di età più avanzata. Si registra generalmente una prevalenza maggiore di questa malattia in alcuni gruppi familiari rispetto ad altri. Esistono vari modi di classificare le gastriti croniche. Una delle classificazioni più utilizzate distingue la gastrite cronica in forme atrofiche e forme ipertrofiche. Si parla di gastrite atrofica quando si ha una riduzione dello spessore della mucosa e sottomucosa, oppure di gastrite ipertrofica quando si manifesta un ispessimento degli strati superficiali delle pliche. Vi sono poi forme di gastrite croniche di tipo speciale. La gastrite cronica si suddivide in: gastrite di tipo A e gastrite di tipo B. La gastrite di tipo A (anche gastrite di tipo 1) non è particolarmente frequente; si tratta di un processo infiammatorio che si sviluppa nel fondo e nella curva dello stomaco. Questo tipo di gastrite può causare anemia perniciosa, atrofia della mucosa, aumento del rischio di contrarre un carcinoma gastrico, acloridria ecc. La gastrite di tipo A è considerata una patologia a base autoimmune (si ha la produzione di autoanticorpi diretti contro le cellule parietali dello stomaco). La gastrite di tipo B (anche gastrite di tipo 2), nota anche come gastrite dell’antro, è la forma di gastrite cronica di più comune riscontro. Questa forma di gastrite è sostenuta dal un batterio Gram negativo, l’Helicobacter pylori. Esistono poi forme di gastrite in cui la diffusione del processo infiammatorio interessa tutto lo stomaco. In questo caso parliamo di gastrite di tipo AB, la cui eziologia non è ancora del tutto chiara. Se alla gastrite di tipo A viene riconosciuto un notevole rischio di degenerazione tumorale, la gastrite di tipo B sembra più strettamente connessa con l’ulcera peptica. La diagnosi di gastrite cronica si avvale degli stessi strumenti utilizzati nella diagnosi della gastrite acuta. Dal momento che la maggior parte delle gastriti croniche sono riconducibili alla presenza di Helicobacter pylori, notevole importanza riveste la ricerca della presenza di questo batterio. Un test affidabile è il cosiddetto test del respiro, esso consiste nell’assunzione di un liquido o di un cibo solido che contiene urea marcata con sostanze radioattive del tutto innocue. Dopo un tempo opportuno il paziente espira in uno strumento che misura l’urea. Poiché per il batterio è fondamentale la scissione dell’urea in anidride carbonica e ammoniaca, dalla differenza fra l’urea assunta dal paziente e quella emessa si può scoprire la presenza del batterio. Un’altra tecnica diagnostica è la gastroscopia con biopsia gastrica, molto attendibile solo quando la colonia dei batteri è molto numerosa, cioè all’inizio della patologia. Esistono anche test sierologici che rilevano gli anticorpi anti-batterio; recentemente si è introdotto il test fecale, basato sulla ricerca della proteina specifica del batterio nelle feci del malato. Per la terapia contro la gastrite cronica si usano cocktail di farmaci (almeno tre); la cura consiste in due antibiotici e un farmaco per la diminuzione della secrezione acida dello stomaco. Al cocktail si aggiunge bismuto in forma colloidale che funge da antibatterico locale e protegge la parete gastrica. Normalmente la terapia dura una settimana.

Dieta

In presenza di gastrite è molto importante evitare tutti quei cibi che causano ulteriori problemi ad una mucosa gastrica già infiammata a causa del disturbo. Queste norme dietetiche sono indicate sia nelle forme sporadiche che in quelle croniche ma, mentre nel primo caso sono spesso in grado di risolvere da sole il problema, nel secondo si rendono necessari anche medicinali specifici come antibiotici e farmaci in grado di regolarizzare la motilità del tubo digerente. La dieta per la gastrite si basa innanzitutto sull’osservanza di alcune norme comportamentali molto semplici come mangiare lentamente. Una corretta masticazione rende più agevole la digestione e riduce i tempi di permanenza gastrica del cibo. Per questo motivo è importante evitare di abbuffarsi e fare molta attenzione con i cibi di difficile digestione. Oltre a masticare lentamente è importante farlo in un’atmosfera rilassante rimanendo seduti per qualche decina di minuti al termine del pasto. Si sconsiglia invece di mangiare nei momenti in cui si è particolarmente nervosi o stanchi. Bisogna cercare di evitare pasti abbondanti, perché in presenza di gastrite è molto importante ripartire correttamente i pasti nell’arco della giornata. Bisogna innanzitutto sforzarsi di mangiare ad orari regolari senza mai saltare un pasto o ritardarlo eccessivamente. Per non affaticare troppo lo stomaco è inoltre importante evitare pasti troppo abbondanti soprattutto alla sera. Uno spuntino a metà mattina e uno nel pomeriggio contribuiscono a tamponare l’acidità di stomaco evitando che questa salga troppo a causa del digiuno prolungato. Qui di seguito riportiamo gli alimento consigliati e quelli sconsigliati.

Alimenti sconsigliati

  • Pasti abbondanti ricchi di grassi;
  • Bisogna limitare il consumo di carni e pesci grassi o conservati (sotto sale, sott’olio, affumicati);
  • Formaggi grassi, condimenti ed intingoli vari;
  • Bevande alcoliche, the, caffè, bibite gassate;

Alimenti freddi: bevande ghiacciate, gelati, granite, specialmente a stomaco vuoto;

  • Alimenti poco cotti;
  • Frutta acidula: limoni, mandarini, arance, cedro, ananas, ribes, melograno;
  • Frutta secca;
  • Vino bianco, aceto, pomodori, peperoni, succo di pomodoro;
  • Spezie (pepe, aglio, peperoncino), sottaceti, salamoie;
  • Prodotti di pasticceria a base di creme.

Alimenti consigliati

  • Latte, yogurt;
  • Alimenti leggeri a basso contenuto lipidico: carni bianche, pesce magro, formaggi magri non fermentati. Questi alimenti devono essere preparati con metodi di cottura leggeri (bollitura, saltatura con olio extravergine di oliva o cottura alla griglia facendo ben attenzione a non bruciare parti dell’alimento). Cercare comunque di non consumare nello stesso piatto proteine di diversa provenienza come uova e legumi o carne e formaggi;
  • Succhi di frutta ad eccezione di quelli molto acidi (spremuta di pompelmo o di altri agrumi);
  • Verdure cotte, carciofi, cavolo, ortiche, patate, banane;
  • Bere più acqua: la saliva ed i liquidi proteggono le muscose esofagee dai succhi gastrici.

Prevenzione

  • Evitare l’eccesso di caffè e vino;
  • Non fumare e non bere alcolici;
  • Masticare lentamente;
  • Consumare frutta lontano dai pasti, perché può creare gonfiore;
  • Evitare i cibi fritti;
  • Pranzare e cenare sempre alla stessa ora;
  • Evitare alimenti irritanti la mucosa gastrica (caffè, vino, peperoncino, alcolici, cibi fritti);
  • Evitare l’assunzione di farmaci gastrolesivi (FANS, cortisonici). Anche i chemioterapici, gli antidepressivi e gli anticoagulanti possono potenziare il danno gastrico, provocando gastrite e ulcera;
  • Adottare rimedi naturali: camomilla, carota, cavolo, finocchio, malva, patata. Questi semplici accorgimenti alimentari possono prevenire il ripresentarsi della gastrite evitando o comunque riducendo il dosaggio dei farmaci di sintesi.

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