Collare cervicale, teoria e pratica di un presidio indispensabile al soccorso

Collare cervicale, teoria e pratica di un presidio indispensabile al soccorso

Il collare cervicale serve a limitare i movimenti del collo e quindi delle vertebre cervicali; non è considerato presidio di immobilizzazione completa del rachide e se ne prevede l’utilizzo abbinato a un presidio come la tavola spinale, il KED o il Materassino a Depressione.

In commercio esistono diverse tipologie di collari cervicali, morbidi, semirigidi e rigidi. Prevalentemente quelli disponibili sono di due tipi, monopezzo o a due pezzi staccati.

Il modello rigido monopezzo è costituito da un unico pezzo di materiale plastico opportunamente imbottito. Alcuni tipi necessitano di essere assemblati prima dell’uso perché generalmente sono riposti nella borsa in forma piatta. Una volta assemblato, il collare presenta una parte anteriore, la gorgiera, sagomata e una parte posteriore quasi piatta, lo scudo cervicale.

Il collare cervicale rigido a due pezzi è costituito da due parti separate di materiale plastico opportunamente imbottite. Si procede al posizionamento della parte anteriore, correttamente assemblata, di solito riposta piatta nella borsa e successivamente la parte posteriore. 

Entrambe le tipologie di collare presentano un’apertura anteriore che consente al soccorritore l’accesso al collo per la valutazione del polso carotideo e l’esecuzione di valutazioni e manovre da parte del personale sanitario.

Ciascun tipo di collare è disponibile in misure diverse: è fondamentale l’impiego di un collare di dimensioni adeguate al paziente per poterlo immobilizzare correttamente.

La scelta della misura adeguata prevede la misurazione con le dita della distanza tra l’angolo della mandibola e la base del collo e l’assemblamento o la scelta del collare a due pezzi idoneo in base ai risultati di questa misurazione.

L’utilizzazione di entrambi i tipi di collare richiede obbligatoriamente la presenza di due operatori.
Prima di procedere all’applicazione del collare è opportuno rimuovere orecchini, collane e indumenti che possano impedire il corretto posizionamento.

Il primo soccorritore si posiziona dietro alla testa del paziente e provvede all’immobilizzazione manuale della testa e del collo in posizione neutra.  La posizione neutra della testa assicura minori rischi di lesione midollare e assicura il massimo spazio possibile all’interno del canale vertebrale.

La faccia del paziente deve essere rivolta in alto, con lo sguardo perpendicolare di fronte a sé, a questo punto il 2° soccorritore provvede ad applicare il collare al paziente.

Il 1° soccorritore dovrà comunque continuare a mantenere l’immobilizzazione della testa manualmente anche dopo il posizionamento corretto del collare cervicale, proprio perché come detto il collare è un dispositivo di immobilizzazione parziale.

Per mettere un collare cervicale a due pezzi, bisogna prendere per prima la parte anteriore, che va montata in modo che si crei una concavità atta ad alloggiare il mento e la mandibola del paziente, quindi la si inserisce tra la mandibola e il manubrio dello sterno e la si fissa facendo passare posteriormente al collo la fettuccia di velcro in modo da assicurarla stretta intorno al rachide cervicale del paziente.

Tutto ciò impedirà la normale flessione del capo permettendo un più agevole inserimento nella parte posteriore del collare che, una volta fissato, impedirà il movimento di estensione. Il corretto posizionamento bloccherà opportunamente la mobilità senza risultare fastidioso o ancor peggio ostacolo al respiro o alla deglutizione.

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