Run Light Kalenji: le applicazioni che non ti aspetti

Run Light Kalenji: le applicazioni che non ti aspetti
Photo Credit To Kalenji/Decathlon

La Run Light di Kalenji – la marca del gruppo Decathlon – è una luce nata e pubblicizzata dalla catena di abbigliamento e attrezzatura sportiva per il running.
La particolarità che colpisce è tuttavia il fatto che sia progettata come un accessorio capace di lasciare libere le mani (e fin qui nulla di nuovo) e allo stesso tempo di non ingombrare la testa. Inoltre è dotata di un segnalatore luminoso supplementare posteriore, una luce intermittente rossa che contribuisce alla visibilità del corridore.

Ecco dunque che si intravedono applicazioni nel mondo del soccorso.
Una cosa è sicura: che stiate lavorando su un incidente stradale, cercando un disperso o montando una struttura campale, l’illuminazione non basta mai; e come detto, in questo caso non è nemmeno necessario un casco per avere una discreta luce ambientale.
Le caratteristiche dichiarate dal produttore non sono poi niente male, in relazione al prezzo di 39,95 Euro:

  • Illuminazione fino a 20m dall’operatore
  • Tre modalità di potenza: 250, 180 e 90 lumens, con modalità economica automatica a 70 lumens
  • Un’autonomia di 2 ore a 250 lumens e di 5 ore a 90 lumens, con la possibilità di collegare una batteria supplementare (grazie al connettore micro USB)
  • Tre led lampeggianti rossi posteriori

Inoltre la Run Light Kalenji sembra essere tranquillamente utilizzabile con clima piovoso, pur non sopportando un getto d’acqua diretto.
Insomma, ci troviamo davanti ad una versione leggera ed economica delle classiche luci angolari, che spesso si vedono indosso ai vigili del fuoco di tutto il mondo. Pur non garantendo sicuramente la medesima resistenza ad ambienti estremi delle sue omologhe progettate esclusivamente per il soccorso, questo prodotto sembra essere un’alternativa da tenere in considerazione in caso di utilizzi non impegnativi o budget molto ridotti.

Post source : Decathlon.it

L'autore

Matteo Pancotti

Studente infermiere, coordinatore di 1° livello CRI nelle Attività di Emergenza, Delegato Tecnico Locale alla comunicazione e allo sviluppo associativo del Comitato CRI dell'Area Sud Milanese.

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