Regole per il soccorritore sulla scena del crimine, il video 360°

 

Come si comporta il soccorritore sulla scena di un crimine?

Questa domanda sarà rieccheggiata nella testa di ogni soccorritore almeno un centinaio di volte. E’ facile purtroppo capitare in situazioni nelle quali, durante o dopo l’intervento per salvare la vita di una persona, debbano intervenire le Forze dell’Ordine, perché c’è un’ipotesi di reato fondata, palese, o anche solo sospettata. Ne è un chiaro esempio il terribile schianto di Vittoria, con il pluripregiudicato Rosario Greco che ha investito e ucciso due bambini di 11 e 12 anni. Non è una pratica inusuale che anche i soccorritori siano stati chiamati in causa. E non bisogna averne paura, comportandosi bene sulla scena di un crimine.

L’avvocato Silvia Dodi ha spiegato su Emergency Live quali sono le regole e le norme principali che devono guidare il soccorritore negli interventi delicati.

Spesso un’azione sbagliata può avere conseguenze pesanti, anche giudiziarie. Sapere bene cosa è giusto fare, e cosa può essere utile agli inquirenti è una regola d’oro.

A seguito di una chiamata d’emergenza i sanitari si possono trovare dinnanzi ad una “scena criminis”. Grazie alla collaborazione fra RIS e Assistenza Pubblica Albareto, nel 2018, questo scenario è stato fatto vivere sul campo ai soccorritori sanitari. Dimostrando che “non sapere come comportarsi correttamente può non preservare – o peggio cancellare – quelle fonti di prova che saranno molto utili, se non indispensabili agli inquirenti per la ricostruzione del crimine”.

La prima cosa da fare e da ricordare è riconoscere e comprendere cosa sia la Scena Criminis: “si tratta di un luogo nel quale è avvenuto un fatto considerato criminoso dal nostro Codice Penale ed in cui sono presenti tracce biologiche – ancorché latenti- ed indizi legati al reato” spiega l’avvocato Dodi. “E’ ovvio che non si possa pretendere da un sanitario o dal semplice volontario che capisca se il luogo in cui si trova sia un potenziale luogo del reato. Tuttavia anche una semplice ricognizione dell’ambiente può rivelare espliciti indicatori di una scena del crimine”. Gli indicatori possono essere carpiti mentre si fa la valutazione della sicurezza della scena, prima di affrontarla.

“Buoni indicatori di una scena del crimine possono essere, per esempio:

  • L’eccessivo disordine (sintomatico di lite, colluttazione o intrusione)
  • La presenza di armi od oggetti di uso non comune
  • Il rinvenimento sul paziente di lesioni non auto inflitte
  • Oppure i segni di una possibile violenza sessuale

Inoltre, nel caso di persona deceduta, la posizione del ritrovamento non compatibile con l’apparente causa di morte. Qualora la squadra di soccorso che intervenisse in loco si trovasse di fronte ad una di tali situazioni dovrebbe preservare quanto più possibile la scena del crimine in attesa dell’intervento delle forze dell’ordine.

Ovviamente il soccorritore non deve venir meno al compito fondamentale di trattare il paziente per salvaguardare le funzioni vitali. Il comportamento da adottare nei confronti del paziente da assistere varia a seconda delle sue condizioni cliniche. In qualsiasi situazione si trovi il paziente (il decesso infatti non può essere constatato dal primo soccorritore intervenuto, salvo evidenti lesioni incompatibili con la vita) il soccorritore che capisca di essere entrato in una scena del crimine deve:

  • Indossare mascherine, cuffie, eventuali copri scarpe e guanti, per evitare di contaminare i luoghi;
  • Non fumare, mangiare o bere, né usare i servizi igenici del luogo;
  • Possibilmente i soccorritori non devono toccare gli interruttori della luce a mani nude;
  • Dovrebbero ricordare e comunicare lo spostamento di oggetti o mobilio all’autorità;
  • Non toccare armi o munizioni;
  • Non spostare il paziente, o posizionarlo per le eventuali manovre rianimatorie tagliando gli indumenti ed aggirando eventuali lacerazioni dovute alla colluttazioni o all’uso di armi;
  • Sarebbe auspicabile conservare eventuali indumenti rimossi in buste di carta;
  • In presenza di corde, catene o altro, il soccorritore dovrebbe cercare di non sciogliere i nodi ma tagliare al di sopra o al di sotto del nodo stesso;
  • Sarebbe preferibile non lavare o pulire il paziente dal sangue o da altro materiale organico prima che questo sia stato repertato;
  • Evitare per quanto possibile accessi venosi sul dorso delle mani;
  • Non lasciare in giro rifiuti sanitari;
  • Una volta stabilizzate le condizioni cliniche del paziente, è necessario trasportare nell’ospedale più adeguato, comunicando alle autorità tutte le informazioni necessarie perché possano eventualmente piantonare o interrogare la persona sopravvissuta.

E se il paziente sulla scena del crimine è deceduto?

Per i soccorritori del 118 il decesso non è riscontrabile direttamente, ma devono esserci evidenti segni di trauma incompatibili con le funzioni vitali. In queste situazioni sono ancora più importanti le precauzioni iniziali. E’ necessario quanto prima ottenere la conferma del decesso ed è importante cercare di non spostare il cadavere. Salvo complicanze (scena che diventa non sicura per i soccorritori, con il sopraggiungere di uno o più elementi pericolosi), che costringano il soccorritore ad abbandonare la scena del crimine, le più importanti azioni da ricordare sono:

  • Non effettuare ispezione cadaverica che spetta solo al medico legale;
  • Non fare avvicinare nessuno fino all’arrivo delle forze dell’ordine;
  • Cambiarsi i guanti eventualmente sporchi di sangue per evitare contaminazione;

In ogni caso gli operatori dovrebbero attenersi alle norme di comune buon senso, di auto-protezione e dovrebbero sempre rispettare le disposizioni impartite dal medico. Nello scenario registrato durante il Torneo Sanitario 3 Confini di Borgotaro è possibile vedere la ricostruzione di un accoltellamento fra spacciatori, nel quale la vittima cerca di evitare l’arrivo dei Carabinieri.

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