Soccorso alpino a pagamento, anche l’Abruzzo vara una legge sul “buon senso”

L’AQUILA – Anche in Abruzzo le persone che non sono adeguatamente attrezzate o che si sono avventurate in montagna senza usare il buon senso e sono finte nei guai, dovranno pagare dazio per essere aiutate. Il Soccorso Alpino della Regione Italiana più verde d’Europa si mettono al passo con i colleghi di Valle d’Aosta, Trentino, Lombardia e Veneto e attivano grazie alla legge “Reasta” il soccorso a pagamento per le persone che non sono in pericolo di vita o con ferite tali da giustificare un intervento d’urgenza. Tutto è nato dalla proposta dell’istruttore di sci Paolo de Luca, che lanciò l’idea l’anno scorso anche dalle pagine di Emergency Live.

foto Paolo De Luca_articoloIeri il Consiglio regionale abruzzese ha approvato a maggioranza – astenuto il solo M5S – la legge sulla “Istituzione della Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo (REASTA) per lo sviluppo sostenibile socio-economico delle zone montane e nuove norme per il Soccorso in ambiente montano”. Fra le nuove norme del soccorso alpino in montagna c’è specificato che gli interventi dell’elisoccorso che non avranno carattere sanitario – qualora non sussistano le necessità di accertamento diagnostico o di trasporto urgente in Pronto Soccorso – saranno soggetti  alla compartecipazione della spesa da parte dell’utente trasportato, se l’intervento è stato richiesto da quest’ultimo o riconducibile ad esso. La compartecipazione sarà aggravata se si ravviserà un comportamento imprudente da parte della persona soccorsa”.

Si tratta di un passaggio molto importante e che va chiarito bene: l’elicottero di soccorso sarà gratuito per chi avrà necessità di soccorso sanitario, per chi si troverà nella condizione di aver bisogno del trasporto  urgente. Sarà invece a pagamento per chi non ha seguito il buon senso e si è avventurato in montagna senza attrezzature, senza mappe o senza organizzazione, e vorrà fare “rientro” a casa usando un servizio pubblico come l’elicottero, sfruttandolo come se fosse un taxi. Ecco: da domani anche in Abruzzo chi usa l’elisoccorso come un taxi dovrà pagare: come è giusto che sia.

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