Cos’è un allerta meteo?

Sentiamo spesso la parola allerta. Questa parola ci mette panico e spesso e volentieri non sappiamo esattamente il siginificato di questo breve ed incisivo termine ricco di vocali e di una discreta musicalità. Cercando sul web si possono trovare degli utili pdf che sono stati creati ad hoc dalla Protezione Civile italiana che spiegano in maniera esauriente il significato di un vocabolo che ci induce panico, fretta, paura e altre sensazioni anche più sgradevoli forse.

L’allerta ufficiale, se così possiamo dire, viene effettuata dalla Protezione Civile, che definisce allerta ‘ tutto l’insieme di procedure approvate da Stato e Regioni che si basano su un sistema di pre-allermi nazionali’. Detta così, suona prettamente come una procedura amministrativa che si fonda semplicemente sull’attuazione di una normativa che di fatto salvaguardia l’incolumità dei cittadini da disastri ambientali. In parte è proprio così; in Italia esiste un Centro Funzionale Centrale che ha il preciso compito di ‘far scattare l’allerta’ sulla base di alcune importanti informazioni.

Queste informazioni che vengono recepite in allerta dal Centro Funzionale Centrale sono il frutto di un monitoraggio costante da parte di una fitta rete di Centri Funzionali, che sono in tutto 41 dislocati su tutto il territorio nazionale che si occupano di osservare gli eventi naturali e dei loro effetti sul terremoto. Questi centri, oltre che fornire informazioni tempestive al Comando Centrale si occupano di meteorologia, vulcanologia, epidemiologia, insomma di tutta una vasta gamma di questioni che occupano il palinsesto della prevenzione del danno ambientale.

Questi centri sparsi su tutta la penisola agiscono anche in concomitanza con altre istituzioni: Servizio Metero dell’Aereonautica Militare, Servizio Dighe e tutte le varie Arpal regionali. Da non dimenticare che i centri periferici hanno anche il potere di valutare il rischio, cognizione determinante quando si tratta di far scattare l’allerta nazionale. 

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