Caso 118 di Bologna, interviene il Ministero: “La Regione fa bene, gli infermieri hanno bisogno di rispetto e tranquillità”

Arriva la tanto attesa reazione del Ministero della Sanità al caso delle sospensioni di medici comminate dall’Ordine di Bologna contro i professionisti che hanno redatto le procedure d’intervento per gli infermieri di area critica del 118 nel capoluogo Emiliano-Romagnolo. Il sottosegretario alla Salute, l’onorevole Vito de Filippo, dopo la richiesta del Comitato Centrale della Federazione IPASVI ha dichiarato che: “Le scelte della regione E-R sui protocolli per l’attività di assistenza e cura svolta dagli infermieri del sistema 118 sono corrette e legittime. I medici, come del resto anche gli infermieri, che attuano le direttive del SSN iun un settore come quello dell’emergenza, hanno bisogno del massimo rispetto e della massima tranquillità nell’operare in quanto, fermo restando che la diagnosi delle cause che hanno prodotto una situazione di criticità vitale rimane in capo al medico, il rilevamento della perdita o alterione delle funzioni vitali e gli interventi salvavita conseguenti possono essere eseguiti senza esclusività da medici o infermieri, pena la perdita di molte vite umane e l’inefficacia dei sistemi di emergenza”.

A questo punto va atteso l’esito dell’inchiesta avviata il primo marzo da parte del Ministero sull’Ordine dei Medici di Bologna. Anche perché ormai la questione è normata con un Disegno di legge già recepito, il 15/16, che prende spunto dalla normativa Europea 2005/36/CE sulle qualifiche professionali. Tale DL sancisce che tra le competenze dell’infermiere vi sia anche quella di avviare autonomanente misure immediate per il mantenimento in vita e di intervenire in situazioni di crisi e catastrofi.

La presidente nazionale di IPASVI Barbara Mangiacavalli ha dichiarato a Nursetimes: “Siamo soddisfatti che il ministero abbia ascoltato l’appello del comitato centrale della federazione e si renda parte attiva nella vicenda di Bologna che, come abbiamo già affermato, non è accettabile.
Nel recente disegno di legge che recepisce le direttive europee sulle qualifiche professionali è chiaramente scritto ciò che in autonomia può fare l’infermiere in emergenza per quanto riguarda le manovre salvavita e l’eventuale somministrazione di farmaci. Le competenze degli infermieri sono ormai ineludibili. Ci auguriamo ora che la situazione possa trovare soluzione positiva e soprattutto favorevole per tutti i professionisti coinvolti.

 

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