Camera Iperbarica: che cos’è, a cosa serve, come funziona e controindicazioni

Risultante essere un ambiente rintracciabile all’interno dei centri ospedalieri, durante il quale risulta probabile una respirazione maggiore di ossigeno rispetto a quanto possibile all’interno dell’ambiente, è la camera iperbarica

Che cos’è la camera iperbarica?

Questa risulta solitamente scelta al fine di avvicendare l’utilizzo dell’ossigenoterapia.

Quest’ultima, risulta essere una terapia specialistica che prevede l’utilizzo di complessi di gas ad elevati quantitativi di ossigeno, attraverso erogatori.

Specialisti del campo, difatti affermano che l’ossigenoterapia risulta essere un processo terapeutico similare al trattamento farmacologico, e l’ossigeno risulta essere un medicinale, similmente all’aspirina, al FANS, ecc.

Presente all’interno del sangue, l’ossigeno giunge in ogni cellula corporea e conferisce la sostenibilità maggiormente vantaggiosa, affinché funzioni perfettamente.

In aggiunta, con lo stesso risulta possibile salvaguardare il corpo dalle infezioni e dalla fuoriuscita di sostanze, che causano lo sviluppo delle cellule staminali, che danno vita a procedimenti di trattamento dei tessuti.

La mancanza, pertanto, di ossigeno all’interno del sangue, risulta essere sfavorevole per lo stato salutare e la regolare funzionalità degli organi del soggetto.

Denominata ugualmente col termine di camera di decompressione oppure camera per terapia iperbarica, è la camera iperbarica

La stessa permette la realizzazione dell’ossigenoterapia, la quale viene denominata come ossigenoterapia iperbarica.

I soggetti che si sottopongono alla stessa, risultano essere soggetti che sono affetti da bassa quantitativo di ossigeno all’interno del sangue e che, necessitano di un maggior apporto esogeno di ossigeno.

Fra le patologie che prevedono il ricorso alla camera iperbarica, vi sono:

  • Patologie di decompressione.
  • Embolia gassosa.
  • Anemia preponderante.
  • Bruciature preponderanti.
  • Ascesso cerebrale.
  • Sindrome compartimentale.
  • Infortuni e contratture da schiacciamento.
  • Inquinamento da monossido di carbonio.
  • Cancrena gassosa.
  • Infezioni cutanee ed ossee causa del deterioramento tessutale.
  • Compresenza di lesioni causa radiazioni.
  • Sordità.
  • Mancanza visiva.
  • Compresenza di lesioni difficilmente curabili.

Sebbene vi siano molteplici ricerche a riguardo, risultano ignoti i benefici terapeutici della camera iperbarica, per quanto concerne:

  • AIDS.
  • Allergie.
  • Morbo di Alzheimer.
  • Artrite.
  • Asma.
  • Autismo.
  • Paralisi di Bell.
  • Cancro.
  • Paralisi cerebrale.
  • Sindrome di spossatezza cronica.
  • Cirrosi.
  • Fibromialgia.
  • Depressione.
  • Ulcere gastrointestinali.
  • Colpo di accaloramento.
  • Epatite.
  • Emicrania.
  • Sclerosi multipla.
  • Morbo di Parkinson.
  • Contratture del midollo spinale.
  • Ictus.

Risulta essere pertanto una terapia efficiente e che conferisce eccellenti vantaggi.

Ciò nonostante, risulta opportuno tenere a mente che, al fine di ottenere esiti eccellenti, risulta opportuno sottoporsi a differenti sessioni.

Quest’ultime variano a seconda dello stato di salute.

Nel caso, infatti, di intossicazione da monossido di carbonio, risulta opportuno sottoporsi a 3 cicli, contrariamente ad episodi di lesioni, che non tendono ad essere eliminate subito, difatti necessitano di 20/40 sedute.

Per quanto concerne lo stato di salute, l’ossigenoterapia iperbarica risulta bastevole al fine di eliminare la problematicità connessa alle patologie di decompressione, intossicazione da monossido di carbonio ed embolia gassosa.

Contrariamente, per ulteriori problematiche, il ricorso alla stessa prevede l’utilizzo di ulteriori trattamenti curativi.

Come funziona una terapia in camera iperbarica

Solitamente, le terapie curative in camera iperbarica non necessitano del ricovero ospedaliero, eccetto momento in cui il fattore prevede l’obbligatorietà dell’ossigenoterapia iperbarica.

Internamente alla camera iperbarica, l’utilizzo di ossigeno accade in compresenza di tassi di pressione che risultano essere 2-3 volte maggiori ai quantitativi di pressione atmosferica.

Ciò permette di introitare un maggior quantitativo di ossigeno rispetto a quanto viene inalato regolarmente, nei momenti di pressione comune.

Inoltre, l’alta pressione, compresente internamente alla camera iperbarica, accresce la presenza di ossigeno usabile dall’organismo dell’essere umano.

L’operosità della terapia all’interno della camera iperbarica e dell’abitazione del soggetto all’avviamento dello strumentario che espella ossigeno e regolamenta la pressione, risulta essere controllato dallo specialista e da tecnici del settore, aventi la funzione di agire istantaneamente laddove vi sia l’esigenza.

Internamente alla camera iperbarica, il soggetto ottiene ossigeno puro o aria compressa avente un elevato quantitativo di ossigeno.

Sebbene ciò, terapeuticamente parlando, l’ossigeno puro risulta maggiormente efficiente rispetto all’aria compressa, sebbene venta prediletta dato il costo ridotto e la maggior sicurezza.

Le terapie internamente alla camera iperbarica consistono nell’utilizzo di ossigeno attraverso caschi, maschere oppure cappucci erogatori.

Contrariamente, l’ossigenoterapia iperbarica con aria compressa, prevede l’inalazione di ossigeno ovviando l’utilizzo di maschere ed erogatori avversi.

Solitamente, ogni terapia non supera le 2 ore di tempistica.

Quando il soggetto percepisce risulta essere il pieno auricolare, e dunque il senso di pulitura ed apertura che è percepibile solitamente nei luoghi di montagna.

Al fine di correggere alla colmabilità auricolare, risulta bastevole svolgere un fittizio sbadiglio ed ingoiare.

Vi sono due tipologie di camera iperbarica, la camera iperbarica monoposto e quella multiposto.

La prima risulta essere un cilindro di scarsa grandezza, il cui materiale risulta essere o in acrilico chiaro oppure in metallo, avente la funzione di cogliere internamente soltanto un soggetto.

Contrariamente la camera iperbarica multiposto, risulta essere un cilibro di elevate dimensioni, il cui materiale risulta essere metallo ed ha la capacità di contenere un maggior quantitativo di persone.

Solitamente, la camera multiposto presenta al suo interno, una sezione avente la funzione di conferire ossigeno (prende infatti il nome di camera di trattamento) ed un’anticamera (denominata camera di trasferimento).

Presenta al suo interno strumentario per la divulgazione audio-visiva, mentre l’anticamera risulta essere abitata soltanto dal medico, il quale nel corso del trattamento, svolge funzione di accertamento per quanto concerne la funzione della camera iperbarica, assistendo pertanto i soggetti che entrano e che esco.

L’iniziazione risulta essere alquanto esemplificata, difatti, il soggetto prendendo in considerazione le regolari precauzioni, può sottoporsi all’uso efficiente della camera iperbarica

Per quanto concerne le precauzioni, le stesse risultano sunte in:

  • Ovviare l’entrata nella camera iperbarica di accendini e di qualsiasi aggeggio con batteria.
  • Ovviare l’utilizzo di prodotti di cosmesi a base di petrolio, antecedentemente alla terapia. Nel caso in cui ciò dovesse accadere, lo specialista dovrà rasare i capelli e pulire con un detergente la pelle.

Controindicazioni

Ad oggi, l’uso della camera iperbarica risulta essere rassicurante e dal ridotto tasso di problematicità per quanto concerne effetti collaterari e complicazioni.

Quest’ultime, risultano tuttavia essere una probabile ripercussione dell’elevato quantitativo di ossigeno somministrato o dell’elevata compressione.

Fra le complicazioni ed i corrispettivi effetti collaterali, vi sono:

  • Infortuni e contratture all’orecchio medio, dovuti all’elevata pressione.
  • Miopia momentanea, compresente nel momento in cui l’ossigeno risulta essere compresente in elevati quantitativi. Solitamente, la funzionalità visiva torna normale successivamente alle 3 settimane dall’ossigenoterapia iperbarica.
  • Barotrauma polmonare, causa dello pneumotorace.
  • Crisi epilletriche, dovute all’eccedenza di ossigeno all’interno del cervello.
  • Dolenza alla fronte ed agli zigomi.
  • Infiammazioni.

La terapia ha differenti controindicazioni, alcune di carattere assoluto, altre relativo

Essa tende ad avere controindicazioni di carattere assoluto a:

  • Soggetti con pneumotorace o BPCO, in quanto l’ossigenoterapia iperbarica causa la formazione di tensioni pneumotoraciche.
  • I soggetti che si sottopongono o si sono sottoposti a trattamenti farmacologici contenenti doxorubicina, cisplatino, disulfiram oppure mafenide. Risulta essere una controindicazioni momentanea, in quanto bisogna prestarne attenzione per la complessiva somministrazione e per le primarie settimane susseguenti la conclusione delle stesse.

Fra le controindicazioni connesse alla camera iperbarica, vi sono:

  • Cardiopatie.
  • Febbre alta.
  • Enfisema polmonare con annessa ritenzione di anidride carbonica.
  • Compresenza di tumori maligni.
  • Otite barotraumatica (conosciuta anche come barotrauma dell’orecchio medio).

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