Conferenza Salute mentale, FNOPI: ecco la posizione degli infermieri / VIDEO

A vent’anni dalla prima Conferenza Nazionale del 2001, la seconda Conferenza nazionale sulla Salute mentale, in programma il 25 e il 26 giugno al ministero della Salute Conferenza è l’occasione di confronto e rilancio di quattro obiettivi

Conferenza sulla Salute mentale, i quattro obiettivi:

  • riaffermare il principio, come sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non c’è salute senza salute mentale, e che essa è condizione per lo sviluppo economico e sociale delle comunità;
  • ribadire la responsabilità pubblica delle politiche per la Salute Mentale, per garantire in modo uniforme sul territorio nazionale il diritto alla cura e all’inclusione sociale;
  • analizzare in maniera partecipata e trasparente il funzionamento dei servizi per la salute mentale, i modelli organizzativi, le risorse umane ed economiche impiegate, la qualità delle risposte ai bisogni di salute della popolazione e le pratiche per il rispetto dei diritti di cittadinanza;
  • ripensare le politiche future, anche alla luce delle vulnerabilità emerse nel corso della pandemia, valorizzando le buone pratiche e assumendo come cornice di riferimento la salute mentale di comunità.

La realizzazione della Conferenza avviene a conclusione di un percorso di approfondimento sviluppato da oltre un anno attraverso i lavori del Tavolo Tecnico per la Salute Mentale, istituito presso il Ministero della Salute, e alcuni seminari tematici.

Le criticità affrontate in tali sedi saranno dibattute nel corso dell’evento con speciali sessioni dedicate.

Per quanto riguarda in particolare il personale il leit motiv della Conferenza sulla Salute mentale è quello del lavoro di équipe e della formazione

Tutte le categorie professionali rappresentate, secondo quanto messo a punto dal Tavolo di lavoro, segnalano il dato macroscopico della carenza di organico, precondizione per un lavoro territoriale comunitario e per attenuare la tendenza in aumento all’utilizzo di posti di residenzialità quale esito dell’impossibilità a una presa in carico multi professionale e continuativa.

L’analisi dei dati 2015-2019 relativi al personale dipendente nei DSM documenta tale carenza.

Si è passati da 29.260 operatori nel 2015 a 28.811 nel 2019 (-1,6%) e cioè da 57,7 operatori x 100.000 ab. >18 a. nel 2015 a 56,8 x 100.000 nel 2019, stabilmente inferiore allo standard minimo di 66,6 x 100.000 fissato nel P.O. 1998-2000 (DPR 10.11.1999). I medici erano 4.931 nel 2015 (di cui 3.772 psichiatri) e 5.341 nel 2019 (di cui 3.436 psichiatri).

Gli psicologi erano 2.213 nel 2015 e 2.009 nel 2019.

Il personale infermieristico resta la figura professionale maggiormente rappresentata (45,8% nel 2015, 44,7% nel 2019). In valore assoluto gli infermieri erano 13.410 nel 2015 e sono 12.877 nel 2019.

La proposta del tavolo e di assumere e formare operatori per i servizi di salute mentale di comunità in modo da raggiungere in tutte le Regioni lo standard di riferimento quale condizione indispensabile per il funzionamento del sistema di cura e promuovere l’integrazione culturale e professionale con il personale del privato accreditato e convenzionato.

L’analisi della delegata degli infermieri Fnopi in merito alla Conferenza sulla Salute mentale

“Da sempre – spiega per gli infermieri Cristina Brandolin, presidente dell’Ordine di Trieste e delegata FNOPI alla salute mentale – gli infermieri sono vicini alla persona nelle diverse fasi di vita, insieme a questa condividono i percorsi di risposta ai diversi bisogni di salute, contribuiscono con il proprio operato a favore della salute del singolo e della comunità, i cittadini sono il loro primo pensiero e il loro primo obiettivo.

Oggi l’allungamento della vita e l’aumento delle patologie a lungo termine sempre di più richiedono risposte attraverso modelli di servizi presenti nella comunità, integrati e incentrati sulla prossimità e sulla domiciliarità.

In ambito infermieristico la centralità del lavoro di comunità per la tutela della salute della popolazione viene oggi sancita anche con l’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità, figura indispensabile per il potenziamento delle cure primarie e normata dalla legge.

Da diversi decenni gli infermieri sono presenti nei Servizi di Salute Mentale del territorio e, dove questi hanno avuto modo di svilupparsi e radicarsi, operano con un approccio di comunità, contribuendo attivamente, nell’ambito del lavoro d’equipe, ai percorsi di presa in carico di reinserimento sociale e di recovery per e con le persone che presentano bisogni di salute propri di quest’area.

L’etica professionale, il rispetto dei diritti umani delle persone che attraversano l’esperienza del disagio e della malattia mentale, il contrasto allo stigma e al pregiudizio, l’approccio improntato alla recovery, sono parte delle buone pratiche che gli infermieri condividono con l’equipe”.

“Da ‘guardiani dei matti’ gli infermieri sono diventati professionisti al fianco del cittadino che si rivolge ai Servizi di Salute Mentale; gli infermieri hanno la responsabilità assistenziale della persona assistita, nelle realtà più avanzate coordinano i progetti di salute per persone che affiancano nei diversi momenti del ‘viaggio’, talvolta ‘sfidante’, che il disagio e la malattia mentale possono determinare; condividono con gli assistiti percorsi che si fondano sulla relazione, sulla conoscenza della storia delle persone, non solo della diagnosi, sulla fiducia, sulla personalizzazione della risposta; sono consapevoli che le relazioni che instaurano con le persone assistite durano nel tempo e che molto del lavoro di cura e di assistenza in salute mentale dipende dalla qualità e dalla continuità delle stesse”.

“Oggi anche tra gli infermieri della Salute Mentale – aggiunge Brandolin – si sono sviluppate ulteriori competenze di tipo organizzativo e gestionale garantendo un importante contributo ai diversi livelli dell’organizzazione dei Servizi.

Secondo i più recenti dati SISM nonostante la significativa riduzione delle dotazioni dei Servizi di Salute Mentale italiani avvenuta nel biennio 2016- 2018 ( – 10%) gli infermieri sono ancora la figura maggiormente presente (45,1% del totale del personale), ma sappiamo che molti ancora lavorano in contesti e Servizi “diseguali”, ancora diversi per modelli organizzativi, approcci e pratiche, dotazioni e altre risorse.

In un’ottica di Salute Mentale di Comunità, di lavoro di equipe nel rispetto di una reale qualità e sicurezza delle cure, lo sviluppo dei Servizi di Salute Mentale del Servizio Sanitario Nazionale deve oggi prevedere anche per tutti gli infermieri che operano in quest’area di elevata complessità la garanzia di:

– interventi finalizzati all’evoluzione formativa e culturale, coerenti con l’evoluzione di una domanda complessa caratterizzata da bisogni di salute crescenti;

– dotazioni appropriate (standard assistenziali) per garantire la continuità dell’intervento assistenziale e dei processi di presa in carico nella realtà del territorio”.

“L’evoluzione delle conoscenze e delle competenze dei diversi profili richiede programmi specifici, diffusi e sistematici per affrontare le sfide contemporanee di quest’area.

La richiesta delle professioni del campo sanitario e della salute mentale è di interventi immediati e sistematici di riforma della formazione.

Il lavoro di comunità deve diventare argomento della formazione di tutte queste figure che costituiscono i Servizi di Salute Mentale, vanno inoltre considerate strategie formative di sensibilizzazione allargate ai professionisti del più vasto mondo sanitario.”.

Gli argomenti trattati nei seminari tematici saranno dibattuti nel corso dell’evento con speciali sessioni costruite a partire dalle centinaia di proposte e contributi raccolti.

Tali sessioni saranno aperte alla partecipazione del pubblico che, attraverso la pagina web dedicata sul sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it/conferenzasalutementale), potrà accedervi e interagire con i relatori.

Per ricevere gli aggiornamenti sulla Conferenza è anche possibile registrarsi al seguente link: https://it.research.net/r/ZHBKXWL.

I contenuti raccolti e prodotti per la 2a Conferenza Nazionale per la Salute Mentale saranno resi disponibili e fruibili sul sito del Ministero della Salute

Tra i contenuti che saranno diffusi: i contributi più rilevanti inviati per le sessioni tematiche, le testimonianze di utenti e operatori, i video delle sessioni parallele in gruppi di lavoro.

Per approfondire:

Seconda tappa del Congresso FNOPI: il Nord Ovest punta sugli infermieri

COVID-19 ed operatori sanitari: l’Università dello Utah pubblica studio su problemi di salute mentale di chi soccorre e cura

Fonte dell’articolo:

Sito ufficiale FNOPI

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