Estate 2020, i Pediatri italiani: ecco come proteggere i bimbi da meduse, insetti e infezioni batteriche

Estate 2020, estate di pandemia. Dove è meglio andare in vacanza con i bimbi?

 

ESTATE, I BIMBI E I PERICOLI CHE POSSONO CORRERE

“È sicuramente una buona idea portarli all’aria aperta, mare o montagna è una scelta personale”, sottolinea Elena Bozzola, segretario nazionale della Società Italiana di Pediatria.

“Il mare non è portatore dell’infezione Covid”, spiega la pediatra, mettendo in evidenza che i bambini “possono correre, giocare sulla spiaggia, l’importante è continuare a ricordare le buone norme: mantenere una corretta igiene delle mani e il distanziamento fisico perché non è sicuramente l’estate per la socializzazione”.

Così come in montagna “si possono fare passeggiate nei boschi e biciclettate all’aria aperta facendo attenzione a non frequentare rifugi troppo affollati”, evidenzia Bozzola dando ai genitori un consiglio su tutti: “Divertirsi e far divertire i bambini, facendo tornare il sorriso che magari hanno perso durante il lockdown”.

ESTATE 2020, PER I BIMBI NON SOLO COVID

Al di là della atipicità di questa estate, è bene ricordare che quando si va in vacanza ci sono una serie di accorgimenti da tenere a mente, sia che si scelga di andare al mare, sia che si vada in montagna.

E la SIP, come sempre, va in soccorso dei genitori per aiutarli a gestire gli imprevisti: dagli incontri ravvicinati con le meduse, alle punture di insetti e alle infezioni batteriche.

PUNTURE DI MEDUSA, UN RISCHIO PER I BIMBI D’ESTATE

Come trattare le punture di medusa?

Oltre a non sfregare e sciacquare con acqua di mare, è bene controllare che non ci siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle.

Se così fosse è importante cercare di rimuoverle delicatamente.

A differenza di quello che si crede, infatti, la medusa non punge, né morde.

La sua caratteristica fondamentale sono i lunghi e sottili tentacoli che quando vengono a contatto con la pelle spesso emettono una sostanza che causa irritazioni cutanee.

La parte diventa rossa e gonfia in pochi minuti e mentre il bruciore inizia a ridursi, aumenta la sensazione di prurito.

Dunque, se lo si ha a disposizione, è bene applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio.

Questo gel ha un ottimo effetto antiprurito e blocca la diffusione delle sostanze urticanti liberate dalla medusa.

In mancanza di questa pomata, si può usare una crema al cortisone, anche se i risultati sono minori, spiegano i pediatri.

INFEZIONI BATTERICHE

Occhio non solo a quello che può succedere in acqua, ma anche a ciò che può capitare fuori.

Grandi incriminate sono le infezioni batteriche e tra le più comuni c’è di certo l’impetigine, un’infezione della pelle che colpisce prevalentemente bambini in età prescolare con una netta riduzione della prevalenza dopo i 15 anni di età.

La malattia è più frequente nei climi caldi ed umidi e nella stagione estiva ed è facilitata da condizioni che compromettono l’integrità della cute quali piccoli traumi, punture di insetto, grattamento indotto da dermatosi pruriginose (scabbia, eczema).

Si tratta di un’infezione altamente contagiosa con un periodo di incubazione medio di 7 -10 giorni.

Il soggetto infetto è contagioso per almeno 24 ore dall’ inizio di una idonea terapia.

La impetigine streptococcica può indurre una Glomerulonefrite (malattia di natura infiammatoria che interessa i reni).

L’ efficacia della terapia nel prevenire questa complicanza non è stata chiaramente dimostrata.

Ma è bene sottolineare che la malattia reumatica non è una sequela di impetigine.

PUNTURE DI INSETTI

Sia al mare che in montagna c’è sempre l’insidia delle punture di insetto.

E’ importante adottare norme comportamentali per evitare il contatto con questi vettori, soprattutto con le zanzare, più diffuse negli ambienti rurali, nelle ore notturne e durante la stagione delle piogge.

Dunque oltre a indossare abiti di colore chiaro che coprano braccia e gambe e utilizzare zanzariere preferibilmente trattate con insetticidi (permetrina), i pediatri consigliano di usare spray, fornelletti elettrici con pastiglie a base di insetticidi e spirali antizanzare (solo in ambienti all’aperto o molto ventilati, per evitarne l’inalazione).

I repellenti, sulla cute esposta e sui vestiti indossati, andrebbero messi ogni 3-4 ore, soprattutto in aree climatiche caldo-umide.

Nei bambini va evitata l’applicazione dei repellenti sulle mani perché potrebbero involontariamente ingerire il prodotto.

La maggior parte dei repellenti può essere utilizzata sopra ai 2 mesi d’età, ad eccezione dei prodotti a base di olio di limone ed eucalipto.

In ogni caso, nei bambini con età inferiore ai 2 anni devono essere utilizzati i repellenti a concentrazione più bassa (a seconda del principio attivo).

ESTATE, UN ALTRO RISCHIO PER I BIMBI E’ IL MAL D’AUTO

Sarà un’estate questa all’insegna delle vacanze tricolore che privilegerà i viaggi in automobile.

E anche per quanto riguarda gli spostamenti, i pediatri SIP danno alcuni utili consigli sia per muoversi in sicurezza sia per prevenire il mal d’auto nei bambini.

Innanzitutto è importante assicurare sempre i piccoli negli appositi seggiolini.

Se l’auto viene noleggiata è necessario controllare l’efficienza di questi dispositivi.

Per un viaggio confortevole l’indicazione è poi quella di partire nelle ore più fresche della giornata (mattina presto o sera), non abusare dell’aria condizionata all’interno dell’abitacolo (mantenere una temperatura non inferiore a 22-23 gradi) e prevedere delle soste durante il percorso, soprattutto quando il bambino deve mangiare.

Se si viaggia con un neonato è bene prevedere una sosta ogni due ore circa e ogni volta che il neonato debba essere alimentato.

Per prevenire i casi di nausea e vomito la Sip spiega poi come sia fondamentale somministrare ai bambini una dieta leggera prima del viaggio e mantenere una buona areazione del veicolo.

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