Malasanità o cattiva informazione? Cosa bisogna sapere sulla movimentazione dei pazienti

Parliamo di sicurezza dei presidi sanitari, in particolare dopo diverse notizie che nelle ultime settimane hanno messo in luce i problemi con gli strumenti che i soccorritori devono usare per la movimentazione dei pazienti. Le sedie e le barelle che usiamo sono sicure? Cinque cose da sapere prima di creare falsi miti su produttori e allestitori

MILANO – Sulla stampa italiana, nell’ultimo periodo, avete potuto leggere qualsiasi cosa dedicata al mondo sanitario e ai presidi che vengono usati in ambulanza. Rotture, incidenti, feriti e perfino dispositivi che vengono accusati della morte di pazienti. Nel novero dei dispositivi sotto attacco sono compresi tutti i tipi di dispositivi. Prendiamo qualche esempio?

I dispositivi medicali devono fare paura? E' il caso di sfatare qualche mito...

I dispositivi medicali devono fare paura? E’ il caso di sfatare qualche mito…

  •  Muore, colpa alla barella: RAVENNA
  • Muore, colpa alla barella: CUNEO
  • Muore, colpa alla barella: ROMA
  • Muore, colpa della sedia portantina: PARMA
  • Muore, colpa della barella: FAENZA
  • Cade da barella e muore: RIMINI
  • Comiche in ospedale, barelle non adeguate – ROMA

Tutta questa sequela di accuse ai presidi sanitari, se notate, avviene dalle pagine di quotidiani generalisti che poco hanno a che fare con il mondo dell’emergenza. Si tratta spesso di notizie che “durano” pochi giorni e che sono ricchi di imprecisioni, se non veri e proprie madornali bufale camuffate. Ma accusare un dispositivo inanimato genera molta più attenzione e la semplificazione dei titoli è spesso molto più importante per generare click di quanto il normale lettore non possa capire. Per questo motivo abbiamo deciso di fare un approfondimento sul tema senza rincorrere i click, ma facendo un lavoro certosino di ricostruzione dei vari casi e soprattutto delle maggiori problematiche che affliggono la sicurezza durante la movimentazione dei presidi, per capire quali siano i problemi e se davvero ci sia da stare attenti quando la nonna viene caricata dai soccorritori su un’ambulanza.

CERTIFICAZIONE:  I DISPOSITIVI IN AMBULANZA SONO SICURI?

Dispositivi cinesi: meglio affidarsi ad aziende europee o americane, cercando nella documentazione tutte le certificazioni!

Dispositivi cinesi: meglio affidarsi ad aziende europee o americane, cercando nella documentazione tutte le certificazioni!

Il primo problema che nessuno si è posto di analizzare è quello delle certificazioni. I dispositivi che si rompono sono dispositivi a norma? La risposta è SI, senza dubbio si tratta di prodotti fatti seguendo la normativa EN1865 e che hanno l’omologazione CE. Questa certificazione garantisce che l’attrezzatura sanitaria sia in linea con i massimi standard sanitari dell’Unione Europea, una certificazione che tutela quindi pazienti, operatori e le stesse aziende produttrici, che – una volta certificate – hanno la sicurezza di avere un ente che garantisce per loro sulla qualità dei prodotti.  Difficilmente un prodotto realizzato in Unione Europea non è fatto seguendo la norma EN1865, perché altrimenti… non potrebbe essere utilizzato in ambulanza! I requisiti minimi che le attrezzature presenti in ambulanza devono avere sono descritti da questo testo, che come definisce lo standard costruttivo delle “attrezzature per il trasporto dei pazienti utilizzate nelle autoambulanze”. La norma UNI definisce le specifiche minime di resistenza, peso, ingombro ed ergonomia di barelle autocaricanti, sedie portantine, materassi a depressione, teli portaferiti, tavole spinali e barellini. Inoltre specifica con precisione quali metodi di prova debbano essere usati per testare e ottenere la certificazione unica internazionale.  Una integrazione della EN 1865 è specificamente pensata per le barelle oleodinamiche e tutti questi testi devono essere rispettati per produrre dispositivi adeguati all’installazione sulle ambulanze. Ma allora perché le barelle si rompono?

MANUTENZIONE: SIAMO CERTI CHE VENGA FATTA A REGOLA D’ARTE E NEI TEMPI GIUSTI?

La documentazione della barella deve essere completa

La documentazione della barella deve essere completa

A questo punto la nostra attenzione si sposta al secondo anello di questa catena. Se il produttore ha fatto tutto bene ed ha ottenuto le certificazioni per vendere il suo prodotto non solo in Italia ma in tutto il mondo, cos’è andato storto per finire sui giornali con titoli sensazionalistici? Qui entra in gioco il tema della manutenzione. Le regole per mantenere in perfetta efficienza un prodotto sanitario sono stringenti e sono dettate dal Ministero della Salute. Ogni anno i dispositivi medici, biomedicali o sanitari devono superare una revisione che ne garantisce la funzionalità per un ulteriore anno. Ogni anno il dispositivo deve quindi essere controllato, revisionato e “autorizzato” all’uso da un centro di revisione. Molte aziende usano centri “terzi” rispetto alla casa madre. Una pratica normale, ma il proprietario del prodotto deve essere sicuro che la casa madre abbia rinnovato con il manutentore la convenzione. E’ sempre bene avere un filo diretto con il produttore del dispositivo, perché questo permette di avere continui aggiornamenti sulle revisioni del prodotto, sugli aggiornamenti e sulle eventuali modifiche da apportare in fase di controllo. Altre aziende, specialmente quelle di dimensione internazionale, hanno deciso di avere un solo centro di revisione per ogni paese. Questo – soprattutto se il prodotto viene realizzato in Italia – permette di avere un controllo completo della qualità del presidio sanitario da parte del produttore.

FORMAZIONE: TUTTI SANNO COSA FARE SE UN PRODOTTO HA UN PROBLEMA?

Training, training e ancora training. Saper usare uno strumento medicale non è una dote, è solo questione di esercizio

Training, training e ancora training. Saper usare uno strumento medicale non è una dote, è solo questione di esercizio

Ma il controllo da parte della casa madre e le verifiche periodiche non sono ancora una garanzia sufficiente. Infatti ogni struttura sanitaria e – teoricamente – ogni associazione che fa servizi di soccorso in emergenza, deve avere un responsabile della sicurezza che si occupa di tenere monitorato lo stato dei dispositivi. Questo ruolo è fondamentale per due ragioni: prima di tutto garantisce il proprietario del dispositivo dal mettere in servizio prodotti che non possono essere usati. E poi deve garantire il paziente soccorso sulla qualità dei materiali usati. Un controllo annuale infatti non sarebbe sufficiente per capire se la barella o la sedia portantina che si sta usando è adeguata. Il Risk Manager dovrebbe fare un check-up completo dell’attrezzatura almeno ogni mese, se non ogni settimana o ogni volta in cui viene segnalato un problema.

Questo è il modo giusto per impedire che si abbiano problematiche, dalle più tragiche alle più basilari. Anche il semplice movimentare una barella di concezione diversa, più pesante e con sistemi diversi può portare problemi e potenziali danni.  La presenza nell’ospedale di una persona formata e che segue un protocollo manutentivo adeguato è uno dei tasselli più importanti affinché tutto funzioni bene.

EDUCAZIONE: I SOCCORRITORI HANNO SEGUITO CORSI ADEGUATI PER MOVIMENTARE I PAZIENTI?

Eccoci infine all’ultimo tassello fondamentale, quello che riguarda tanti dei nostri lettori e che richiede una specifica attenzione. Quanti dei soccorritori hanno svolto una preprazione superiore alle 5 ore per capire il corretto movimento della sedia portantina, il corretto utilizzo della barella autocaricante o la procedura più sicura per sganciare il pianale? Per capire come usare una barella, una sedia portantina, un telo portaferiti o una sedia da evacuazione basterebbero infatti meno di 8 ore. Questi  presidi, che sono i principali prodotti da usare su una ambulanza, ricevono una scarsa attenzione durante i traning DA SEMPRE. Il motivo? Il tempo. Ma quelle poche ore spese per far capire a un soccorritore come muovere una barella senza farsi male, e senza fare male al paziente, sarebbero spesso ore spese bene se capaci di evitare situazioni che comportano profili di rischio penale. Perché i soccorritori che causano danni temporanei o permanenti ai pazienti, sono a rischio di denuncia e non basta aver prestato la propria opera gratuitamente per evitare di trovarsi la fedina penale sporcata o, peggio, richieste di risarcimento da saldare.  Per questo motivo alcune aziende hanno dedicato tantissima attenzione alla formazione dei volontari. Un tema così importante non può essere sempre delegato alle ultime ore della lezione di teoria o essere delegato “all’esperienza in ambulanza”. Soprattutto perché – quando si fa servizio in realtà grandi – è probabile che i tipi di prodotto da utilizzare siano diversi e quindi abbiano sistemi di controllo molto differenti fra loro.

FRETTA: SAPPIAMO TUTTI COSA FARE QUANDO ABBIAMO UN PAZIENTE IN CARICO?

Infine bisogna dedicare una piccola parentesi al tema dell’emotività e della sicurezza. Se il presidio è fatto a regola d’arte, se la manutenzione è periodica e adeguata, se la formazione è stata completata e l’educazione all’uso del presidio ha avuto un buono spazio nel percorso del soccorritore, non bisogna mai e poi mai dimenticare che esistono pressione ed emotività. Durante un trasferimento non bisogna mai dimenticare di allacciare le cinture al paziente, non bisogna mai dimenticare che la barella non ha gli ingombri del soccorritore, non bisogna mai avere fretta. E’ sempre la fretta la nemica di ogni soccorritore e spesso è proprio quest’ultima che genera incidenti che possono esser fatali per i pazienti. Perdere due secondi per accertarsi che il carello si apra, perdere tre secondi per fare una curva in modo che il paziente entri perpendicolarmente alla porta d’accesso e non in obliquo possono davvero evitare brutte situazione che nessun soccorritore vorrebbe mai e poi mai vivere nella sua vita.

IN SINTESI: REVISIONE, RICAMBI E NORME CERTE

Non bisogna quindi mai dimenticare che tutti i dispositivi a bordo di una ambulanza non sono da considerare “immortali e perfetti”. Inoltre va da considerare che solo l’uso di ricambi originali permette ai vostri dispositivi di essere continuamente “allo stato dell’arte”. Cercate di non dimenticare mai – e di non farle dimenticare ai vostri superiori – le revisioni annuali. Questi sono i momenti in cui il costruttore può valutare se un prodotto è tenuto in buono stato, va sostituito o può continuare il suo servizio. Tenete conto che le revisioni sono ora rese obbligatorie dalle Regioni, che per mantenere l’accreditamento vogliono avere copia degli interventi fatti. Solo seguendo delle regole precise si possono evitare incidenti che – purtroppo – possono avere esiti drammatici.

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