Robot chirurgo per curare le patologie cerebrali? Diamo uno sguardo alla nuova idea di Elon Musk

Robot chirurgo, non esattamente una novità. Anzi, è più la tappa di un cammino. La robotica, infatti, è uno dei settori a maggiore ritmo di innovazione della Medicina nel suo complesso, e la Chirurgia nel particolare ne sta traendo grandi benefici.

 

In quest’occasione vogliamo approfondire le caratteristiche del “robot chirurgo” di Elon Musk.

Robot chirurgo: di cosa si tratta?

In un comunicato stampa, Neuralink ha spiegato che l’idea di un robot chirurgo è nata pensando a un’operazione chirurgica su un essere umano.

A leggere il comunicato emerge l’intenzione di dare anche esteticamente un aspetto al robot il più empatico possibile: preso atto che il paziente in sala operatoria è spesso già in sedazione, ma che questo non è sempre vero, è stata forte l’esigenza di progettare il robot chirurgo in modo che la sua “estetica” non risultasse inquietante.

E che si armonizzasse con le altre macchine della sala operatoria.

L’azienda afferma inoltre di aver rispettato anche un lungo elenco di requisiti medici in termini di igiene e manutenzione e fornire un utilizzo sicuro e senza interruzioni per i propri operatori.

Il design fantascientifico arrotondato in policarbonato del robot neurochirurgo sembra uscito dal franchise di Portal, ma in realtà è la creazione della società di design industriale Woke Studio con sede a Vancouver.

Gli ingegneri e gli scienziati di Elon Musk hanno creato la rimanente tecnologia, ma Woke ha costruito il robot stesso e l’ user experience, così come il terminale di comunicazione dietro l’orecchio che Neuralink ha mostrato nelle presentazioni precedenti.

Woke spiega per parte sua che il robot chirurgo Neuralink può essere separato in tre parti principali: la testa, il corpo e la base.

La testa del robot è come un casco e in realtà si occupa della testa del paziente.

Include anche una guida per gli aghi chirurgici, nonché telecamere e sensori incorporati per mappare il cervello e le sue reazioni.

Test del robot chirurgo, a che punto siamo?

Neuralink ha dichiarato che per ora sta conducendo esperimenti con gli animali.

Elon Musk è stato sperimentato su maiali che hanno avuto sensori nel cervello per due mesi e altri a cui è stata impiantata la piattaforma Neuralink e poi rimossa.

Ma l’azienda ha già chiesto e ottenuto dalla Food and Drug Administration una sorta di corsia preferenziale in riconoscimento dello straordinario valore del proprio progetto.

Potrà così procedere velocemente, evitando ritardi burocratici, ma senza salti nel buio.

Consapevole di muoversi su un terreno molto delicato, Musk ha promesso che rispetterà tutti i severi standard di sicurezza della FDA.

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FONTE DELL’ARTICOLO:

TECHCRUNCH

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