Covid-19, storia di un Paese che ha saputo reagire grazie a lavoratori che non vogliono essere chiamati eroi

Emergenza Covid-19, si sta avvicinando la ormai nota Fase 2: il 4 maggio è alle porte, il 18 maggio ed il 1 giugno non particolarmente lontani. Sono stati due mesi durissimi, per il nostro Paese, e per il mondo nel suo complesso.

 

Il Covid-19 ci ha insegnato la normalità di essere eroi

Persone che si sono ammalate, esseri umani che hanno purtroppo perso la vita. Ed un contagio da coronavirus ( Covid-19 ) che è stato combattuto senza posa da tanti eroi.

Sì perché sono eroi, anche se non desiderano essere chiamati o considerati tali.

Soccorritori, infermieri, medici, e lavoratori di un settore mai tanto essenziale come l’elettro-medicale.

Ci avete mai pensato, a quante ambulanze sono state necessarie, per fronteggiare un tale carico di ricoveri?

Covid-19 ed i suoi eroi: il “case” di Orion

Abbiamo quindi deciso di porre qualche domanda a quelli che consideriamo dei vecchi amici, di Emergency Live: l’azienda di allestimento di veicoli speciali Orion.

E’ stato un lungo corteggiamento, durato oltre un mese: anche l’azienda di Calenzano (Firenze) ha mostrato un proprio pudore, rispetto alla tragedia che la stava attorniando.

Come tutti noi, non erano pronti interiormente, a quell’enormità, a quella violenza.

Ma come tanti si sono rimboccati le maniche, e in poco più di un mese hanno consegnato dalle proprie tre sedi (Orion, Class by Orion e Polaris by Orion) 90 mezzi, tra ambulanze, automediche e veicoli per il trasporto di persone disabili.

Come scrivevamo, alla fine il dottor Manuele Meoni, proprietario e responsabile commerciale, ha ceduto alla nostra voglia di raccontarli (che i lettori avranno già riscontrato in qualche decina di articoli).

La nostra attività – ci racconta in seno ad una chiacchierata che ovviamente non si è svolta “vis a vis”, ma avvalendosi delle moderne tecnologie – si basa sul costante contatto con i soccorritori, e proprio grazie alle loro esperienze e alle loro testimonianze abbiamo percepito fin da subito che l’emergenza Coronavirus avrebbe avuto un impatto di straordinaria importanza sulle vite di ognuno di noi”.

– Lavoratori sì, ma prima di tutto esseri umani: come avete reagito in azienda, quando il covid-19 ha “cambiato passo”, uccidendo un anziano a Vo’ Euganeo?

Le nostre sensazioni davanti ai primi dati relativi alla virulenza del Covid-19 in Italia, sono state di grande sconforto, è chiaro.

Ma non ci siamo scoraggiati: siamo consapevoli che il nostro ruolo è essenziale al funzionamento dei sistemi di soccorso sanitario, pertanto abbiamo scelto con determinazione di contribuire ad affrontare la pandemia continuando a produrre i nostri veicoli di soccorso e garantendo i necessari servizi di assistenza tecnica”.

– Tasto delicato, questo: come garantire produttività e assistenza, e nel contempo la salute di chi si guadagna da vivere al vostro fianco?

“Sì, è un problema che abbiamo vissuto da subito. In azienda ci siamo attivati tempestivamente per tutelare la salute dei nostri dipendenti e collaboratori divulgando le buone pratiche che ognuno di noi deve seguire per contrastare la diffusione del virus, migliorando alcuni processi di lavoro per garantire la distanza sociale, distribuendo i necessari dispositivi di protezione individuale e potenziando le normali procedure di sanificazione dei nostri ambienti. Abbiamo anche introdotto la misurazione preventiva delle temperature e la sanificazione di vapore a secco, procedure che coinvolgono sia noi di Orion che i nostri clienti. Nessuno entra in azienda senza garantire la salute di tutti.

Mi confronto costantemente con l’Ingegner Secci, nostro Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, per modificare o implementare se necessario le varie misure sin qui adottate per tutela di tutto il nostro personale”.

– L’igiene che diventa centrale in una ditta che ha fatto dell’igiene una propria linea produttiva: niente male, come nodo gordiano…”

“Effettivamente! Una delle tante contraddizioni contro cui ci ha fatto sbattere questa pandemia. Già da tempo, in Orion abbiamo rivolto particolare attenzione all’igiene delle superfici e degli ambienti brevettando in collaborazione con il MIUR il sistema Pure-Health, efficace su batteri e virus. Una parte importante dei nostri ambienti di lavoro utilizzano questa tecnologia”.

– Cosa fare, per tornare alla cosiddetta “normalità”?

“In linea generale non so dare una risposta: è un problema troppo complesso, che va molto oltre le capacità di una singola persona. Immagino che una parte della soluzione stia nel fare il proprio con ancora maggiore impegno e dedizione.

In questa lotta al Covid-19 posso dire con orgoglio che stiamo facendo la nostra parte rispettando la nostra vocazione al fianco dei volontari e dei professionisti dell’emergenza sanitaria. Ad oggi abbiamo consegnato oltre 90 veicoli di soccorso (in gran parte ambulanze) ed è stato possibile grazie alla fiducia accordata dai nostri clienti e alla collaborazione di tutto il nostro personale che dai reparti produttivi agli uffici gestionali ha lavorato con solerzia ed impegno”.

Orion è leader, nel proprio settore, e nel contempo conserva nel proprio cuore quella chiave umana che ha fatto in passato grande il nostro Paese. Quel conoscersi reciproco, quel sentire di appartenere alla stessa trincea, anche se con ruoli e funzioni diverse.

Covid-19 ed eroi, la resurrezione passa dall’abnegazione dell’elettricista Alessio

Alessio, operaio elettricista, ha un sacco da fare. Quei 90 veicoli consegnati sono il frutto dell’impegno e dell’abnegazione sua e dei propri compagni di lavoro.

Come sono trascorse queste settimane contrassegnate dal Covid-19?

E’ presto detto: “ fin dai primi momenti di quest’emergenza Covid 19 – ci spiega -, Orion ci ha tutelati, assicurandoci i giusti dispositivi sanitari seguendo le normative come da D.P.C.M.

Due colleghi che erano andati nelle zone più colpite sono stati messi in quarantena.

Sono partiti molto prima dello scoppio dell’emergenza, ma come molti si sono trovati sorpresi dagli accadimenti. L’officina, è stata giustamente isolata e i clienti non hanno accesso alla zona produzione, così ci sentiamo più tutelati nel nostro lavoro quotidiano “.

Orion riprende il proprio cammino, sulle scrivanie la quantità di richieste che potrete immaginare, sui display le difficoltà dell’interagire con un Paese in una certa misura ancora bloccato. Ma anche loro, come gli altri, non vogliono sentire parlare di “eroi”.

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