Allestitori di ambulatori mobili e veicoli speciali, coroniamo il sogno di un’Italia che risorge

Il Covid-19 ha messo a dura prova molti, anche e soprattutto operanti nel mondo del lavoro. Tra essi, protagonisti coloro che operano nel mondo del soccorso.

Ma sono proprio questi ad aver mostrato il volto migliore di un’Italia che sa resistere, che sa risorgere, che è eterna per definizione.

Allestitori di ambulatori mobili e veicoli speciali: la loro importanza nella lotta a Covid-19

Alleati di medici e soccorritori, da sempre, gli allestitori di ambulanze e di unità mobili: la loro perizia, la grande attenzione ai particolari, oggi fanno più che mai la differenza, per la salute di chi vive nel mondo dell’emergenza.
E sono purtroppo tanti, troppi, ad aver messo a repentaglio la propria vita per aiutare chi è stato contagiato dal dannato Covid-19.
Proprio in tema di coronavirus abbiamo voluto sentire un operatore di settore, Nuova Camper Marostica: da settimane, come tanti, l’azienda sta dando il meglio di se stessa per dare risposte pronte ed efficaci ai propri interlocutori naturali, associazioni di volontariato e di soccorso.
Hanno gentilmente acconsentito di rispondere a qualche nostra domanda.

Ambulatori mobili e veicoli speciali, la nostra intervista a Nuova Camper Marostica

D: Emergenza – coronavirus, il grande tema di queste settimane è certamente la possibilità di contrastare efficacemente la propagazione del contagio, soprattutto tra medici e soccorritori da un lato e pazienti dall’altro.
R: Indubbiamente. In tal senso i nostri ambulatori mobili si sanificano come i locali ambulatoriali classici: è nostra cura scegliere ed utilizzare solo materiali di prima scelta, di grandi capacità antibatteriche e sanificabili con i prodotti normalmente in uso.

D: La percezione che si ha dall’esterno è che gli ambienti però siano più ristretti, e che perciò le possibilità di contagio aumentino, così come il rispetto del distanziamento sociale sia più complicato da rispettare.
R: E’ solo parzialmente vero. Naturalmente, trattando i medici ed i soccorritori pazienti probabilmente o certamente contagiati, l’adozione di dispositivi di protezione individuale è un obbligo per se stessi e per gli altri, ma questo sarebbe vero anche in un comunissimo ambulatorio anti-Covid-19. Le dimensioni degli spazi interni di un ambulatorio mobile  sono solo di poco inferiori a quelli di un ambulatorio medico-infermieristico classico. La struttura di partenza, quella da cui cominciamo la progettazione, è di norma 4,7 mt per 2,12 mt per 2 mt, ma in definitiva è più frequente che gli spazi siano il frutto di richieste specifiche del cliente, che può contare sempre sulla nostra capacità di individuare soluzioni ad esigenze specifiche.

D: In tema Covid-19 la diagnostica preventiva sta assumendo un’importanza anche maggiore di quella già centrale avuta in passato. Riferendoci alla radiologia mobile, per esempio, quali vantaggi possono ottenere i medici ed i soccorritori? Quale il positivo impatto sul territorio?
R: Tutto sommato, non esiste una grande differenza tra ambulatori radiologici mobili e statici, per tutta una serie di necessità diagnostiche. Possono supportare lo stesso tipo di lavoro al punto da essere spessissimo collegati online attraverso il server principale dell’azienda. E’ ormai prassi comune dell’intervento in emergenza inviare le lastre eseguite sul paziente, soprattutto quando il veicolo è impegnato in supporto ad una struttura fissa.

D: Altro impiego inaspettatamente attuale è quello che riguarda la Medicina del Lavoro. Molte aziende vivono con motivata apprensione quanto sta accadendo, preoccupate dallo stato di salute dei propri dipendenti.
R: E’ naturale sia così, è un sentimento che stiamo vivendo anche noi di Nuova Camper Marostica. Tutti abbiamo i nostri cari, una sfera affettiva, e quindi qualcuno nel cuore e per cui essere preoccupati.
Gli ambulatori di Medicina del Lavoro possono essere di grande supporto, in questa fase, per una ripresa delle attività produttive che si coniughi con la salute delle persone che vi operano.
Gli ambulatori mobili consentono allo staff medico di essere presente nella singola azienda con la propria unità mobile, e quindi di visitare i dipendenti in tempi brevi senza che questi siano costretti a pericolose (in questo periodo, beninteso) forme di “migrazione” verso una struttura fissa, posta in un punto più o meno remoto della propria città. Non è tanto una questione di evitare eventuali multe, quanto di mettere in atto delle prassi sensate di effettiva riduzione del contagio: meno viaggi si effettuano, minori sono le probabilità di entrare in contatto con estranei positivi, ahi loro, al coronavirus.
Con un’unità mobile il dipendente si assenta per un tempo necessario dal proprio posto di lavoro, effettua la visita medica e torna ad esso.
Va da sé che una certa attenzione anche in questo caso vada posta al concetto di fila: le visite devono essere effettuate afferendo uno alla volta, a prescindere dal fatto che le unità mobili vengano allestite per eseguirne anche due o tre contemporanee. Il che è in effetti vero. Da aggiungere, volendo proporre al vostro giornale uno spunto di riflessione in tema di Covid-19, che un nuovo, imprevedibile, utilizzo delle unità mobili è consistito nell’esecuzione di tamponi e diagnostica strumentale per eventuali sintomi di polmonite. Un tipo di richiesta che in queste settimane ci è arrivato, e che racconta di quanto la “fase 2” di cui parlano i giornali vada coniugata a strutture adatte e professionali, a salvaguardia della salute di coloro che stanno lottando contro questa terribile malattia. E’ superfluo aggiungere che la consapevolezza di quanto stanno facendo per tutti noi ci stia dando ancora più energia di quanta ne mettiamo abitualmente nel lavoro”.

Lasciamo questi amici confortati dalle loro risposte. Dietro al termine “soccorso” c’è tutto un mondo di grandissime professionalità, grazie alle quali potremo uscire da questo grave momento di salute pubblica.

Un mondo fatto di autisti-soccorritori, di infermieri del 118, di medici d’urgenza, di famiglia e del lavoro… e di allestitori di ambulatori mobili e veicoli speciali appassionati e pronti all’ascolto.

Lavorano tutti assieme in punti differenti di una filiera che ha un solo nome: vita.

PER APPROFONDIRE SULL’ARGOMENTO COVID-19:

PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE: GLI AIUTI RICEVUTI DA AUSTRIA, NORVEGIA, ROMANIA, EMIRATI ARABI ED EGITTO

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