Cisti ovarica: sintomi, causa e cura

La cisti ovarica è una cavità o sacca ripiena di materiale liquido o solido, che può riguardare una o entrambe le ovaie

Questi organi sono quelli che contengono i gameti femminili, ovociti, e sono posti lateralmente all’utero e ad esso collegati attraverso le tube.

È piuttosto frequente e nella maggior parte dei casi questa formazione è benigna e totalmente asintomatica.

Molto spesso le cisti ovariche regrediscono in modo spontaneo nell’arco di qualche settimana o mese, senza necessità di intervento.

In alcune circostanze, tuttavia, può presentare grandi dimensioni e risultare dolorosa.

Nella peggiore delle ipotesi, può essere la manifestazione di un tumore ovarico maligno.

Per accertare l’esatta natura di una cisti ovarica occorre una visita ginecologica accurata e l’esecuzione di un’ecografia transvaginale o transaddominale.

Le cisti ovariche meno grave non prevede alcun trattamento. Guarisce spontaneamente in poche settimane o mesi.

Le cisti alle ovaie grave necessitano di essere rimossa chirurgicamente.

Sintomi della cisti ovarica

Le cisti ovariche di tipo benigno solitamente non danno sintomi e spesso, come visto, scompare spontaneamente.

Se le cisti all’ovaio tendono a ingrandirsi oppure se si tratta di una cisti di tipo endometriosico è diverso.

Con una cisti ovarica può essere presente una sintomatologia che include:

  • dolore o sensazione di peso pelvico, soprattutto nel periodo intorno al flusso mestruale
  • minzione frequente, per la pressione della cisti sulla vescica
  • dispareunia, ossia dolore durante i rapporti sessuali
  • dolore o fastidio intestinale
  • stati febbrili
  • incremento di volume dell’addome

Quando le cisti ovariche sono più gravi

In alcuni casi le cisti ovariche, più frequentemente le cisti dermoidi o i cistoadenomi, possono torcersi, generando un dolore acuto che può richiedere un intervento chirurgico d’urgenza per la rimozione.

Certe volte, specie nel caso di cisti endometriosiche, queste possono interferire con la possibilità di conseguire una gravidanza.

O possono minare il buon andamento di una gravidanza già avviata.

Infine le cisti all’ovaio possono andare incontro a rottura, provocando dolore acuto e sanguinamento nella cavità peritoneale.

Oppure possono infettarsi dando origine a stati febbrili, dolore addominale e alterazioni dell’alvo (diarrea).

La maggior parte delle cisti ovariche è benigna ma, soprattutto dopo i 40 anni e dopo la menopausa, le cisti possono rivelarsi di natura tumorale maligna o borderline.

Cause, cisti ovariche funzionali e cisti patologiche

Nella maggior parte dei casi le cisti ovariche sono fisiologiche, ossia correlata al normale ciclo mestruale.

Solo in alcune circostanze minori, la cisti può essere invece la manifestazione di un processo neoplastico o di altre condizioni patologiche.

Per tale ragione, a seconda del caso di riferimento, si potrà parlare di:

  • cisti dell’ovaio funzionali, le più comuni e ritenute assolutamente innocue in quando strettamente connesse a un normale processo fisiologico
  • cisti ovariche patologiche o non funzionali, ossia quelle determinate da un tumore, benigno o maligno, o in alternativa prodotte da malattie specifiche come la sindrome dell’ovaio policistico o l’endometriosi.

Cisti ovarica funzionale

Per quanto riguarda le cisti ovariche funzionali, esse si divino in tre principali classi:

  • Caso delle cisti follicolari. La cellula uovo si forma all’interno di una struttura protettiva, denominata follicolo. Non appena la cellula uovo è matura, quindi pronta per un’eventuale processo fecondativo, si innesca un segnale ormonale che causa la rottura del follicolo. A questo punto avviene la fuoriuscita della stessa cellula uovo in direzione delle tube di Falloppio e dell’utero. In alcune situazioni, tale meccanismo non si svolge in modo perfetto e l’uovo rimane intrappolato all’interno del follicolo, che si riempie di liquido e forma una cisti follicolare. La cisti di tipo follicolare è la cisti ovarica più comune in assoluto e non genera quasi mai sintomi. La sua risoluzione avviene generalmente in modo autonomo, senza alcun trattamento, nell’arco di qualche settimana.
  • Cisti luteali (o cisti luteiniche). Il follicolo, dopo aver espulso la cellula uovo, assume il nome di corpo luteo. Può accadere che l’apertura dalla quale è fuoriuscita la cellula uovo possa richiudersi, trattenendo al proprio interno fluidi di varia natura e sangue. In queste circostanze, si forma una cisti luteale. Le cisti luteali, rispetto alle cisti follicolari, sono meno comuni ma più pericolose: possono, infatti, rompersi in modo improvviso e innescare dolorose emorragie interne. La loro risoluzione spontanea richiede in genere qualche mese. Le cisti luteali sono frequenti principalmente durante la gestazione
  • Presenza di cisti tecali, le quali si generano a partire dalle cellule tecali che formano il follicolo, per effetto della gonadotropina corionica, un ormone prodotto durante la gravidanza. Sono meno comuni delle altre due categorie enunciate, ossia delle cisti follicolari e luteali.

Cisti patologiche o non funzionali

Le cisti patologiche o non funzionali possono distinguersi in:

  • cisti dermoidi, le quali si formano a partire dalle cellule che producono l’ovocita durante la vita embrionale. Per tale ragione, al loro interno possono contenere porzioni di tessuti umani che ricordano capelli, ossa, adipe, denti o sangue. Le cisti dermoidi possono assumere dimensioni rilevanti e raggiungere anche i 15 centimetri di diametro; quando la cisti dermoide è molto grande e causa un’alterazione della normale anatomia di ovaie e utero, può essere necessario rimuoverla ricorrendo alla chirurgia. Le cisti dermoidi sono tumori benigni che molto raramente diventano di tipo maligno. Sono le cisti non funzionali più frequenti tra le donne sotto i 40 anni.
  • cistoadenomi. Sono tumori benigni che si sviluppano sulla superficie esterna delle ovaie e che possono contenere (in quanto cisti) acqua o muco. Nel primo caso (acqua) si è presenza di cistoadenomi sierosi, mentre nel secondo (muco) si parla di cistoadenomi mucinosi. I cistoadenomi sierosi non raggiungono generalmente grandi dimensioni e non provocano disturbi particolari; i cistoadenomi mucinosi, invece, possono accrescersi sensibilmente e giungere a toccare addirittura i 30 centimetri di diametro. Un cistoadenoma mucinoso di grandi dimensioni può spingere sul tratto di intestino adiacente o sulla vescica, causando episodi di indigestione o minzione frequente; inoltre, è possibile che si rompa o che ostruisca l’afflusso di sangue diretto alle ovaie. Anche in questo caso, la trasformazione di un cistoadenoma benigno in un tumore maligno è un evento molto raro. I cistoadenomi sono le cisti non funzionali più diffuse tra le donne sopra i 40 anni
  • endometriomi, ossia le cisti dovute a endometriosi. Quest’ultima è una malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della sua sede naturale (l’utero). In alcune donne, però, può contraddistinguersi anche per la comparsa di cisti ovariche ripiene di sangue
  • cisti causate dalla sindrome dell’ovaio policistico (o policistosi ovarica) . Quest’ultima è una condizione morbosa caratterizzata da ovaie ingrandite e ricoperte da tante piccole cisti. L’insorgenza di tale patologia è solitamente da collegare a uno squilibrio nella produzione degli ormoni ovarici (ossia prodotti dalle ovaie) e ipofisari (ossia prodotti dall’ipofisi).

Le complicazioni sono connesse alle condizioni che generano la cisti ovarica

Il rischio aumenta se la cisti sanguina, si rompe.

Con conseguente dolore acuto e sanguinamento interno, presenta segni che lasciano sospettare una neoplasia, o si torce.

La torsione di una cisti di dimensioni grosse può provocare la dislocazione dell’ovaio dalla propria posizione pelvica regolare.

Tale evento aumenta la probabilità di un attorcigliamento doloroso dell’ovaio, denominato torsione ovarica.

Per quanto concerne un eventuale impatto sulla fertilità, sono pochi i casi in cui cisti ovariche possono essere associate ad una riduzione della stessa:

  • endometriomi (le cisti causate dall’endometriosi)
  • cisti da sindrome dell’ovaio policistico)

A meno di dimensioni particolarmente rilevanti, invece, non causano problemi di fertilità le cisti funzionali, le cisti dermoidi e i cistoadenomi.

Cura delle cisti ovariche

Le cisti ovariche funzionali non richiedono alcun trattamento ma solo controlli ecografici, da ripetere ciclicamente nel tempo, per verificarne la risoluzione.

In passato, in presenza di cisti ovariche funzionali si usava spesso “mettere a riposo” le ovaie attraverso l’impiego di una terapia ormonale.

Successivamente, è stato dimostrato che si otteneva la stessa probabilità di risoluzione sia trattando sia non trattando con ormoni.

Oggi un simile approccio è quindi riservato solo alle donne giovani con cisti funzionali che facciano richiesta di un anticoncezionale.

In questi casi, infatti, la pillola contraccettiva è suggerita, oltre che per prevenire una gravidanza indesiderata, per agevolare il riassorbimento delle cisti.

Diverso è il caso di torsione di una cisti ovarica: in tale circostanza è essenziale ricorrere rapidamente a un parere medico e a un intervento chirurgico per conservare la massima quantità di tessuto ovarico.

Le cisti causate dall’endometriosi richiedono una valutazione medica per il corretto inquadramento della patologia.

Quando la cisti non regredisce, o in caso d’insorgenza di dolore acuto, o ancora quando il medico sospetta la presenza di un cancro, il trattamento  da prediligere è di tipo chirurgico.

Oggi trattamento per via chirurgica delle cisti ovariche viene eseguito quasi sempre attraverso una tecnica poco invasiva detta laparoscopia.

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Pagine Bianche

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