Immobilizzazione e trasporto di un paziente pediatrico: la spinale pediatrica

Il trauma è purtroppo la causa di morte più diffusa nei pazienti di età pediatrica. La prevenzione potrebbe evitare – secondo alcuni studi – circa il 30% dei decessi. In questa particolare tipologia di traumi, quelli dovuti alle cadute accidentali e quelli dovuti ai sinistri con autoveicoli, moto e bici, rappresentano l’80% della casistica. La morte traumatica è dovuta a ipossia, lesioni cerebrali o emorrargia.

In particolare da 1 a 14 anni la morte per incidente stradale è al primo posto, seguita da annegamento, ustioni e cadute. Drammaticamente stanno crescendo anche le lesioni traumatiche dovute a maltrattamenti e percosse, ma tratteremo di questa situazione in un altro articolo specifico.

Come ogni centrale operativa sa, l’invio su un trauma pediatrico o infantile è “per dinamica” multisistemico. Vuoi per la dimensione del bimbo, vuoi per la particolare conformità del suo corpo, le lesioni toraciche e addominali sono elevate, mentre sono molto meno presenti le lesioni da corpi penetranti e le fratture singole di braccia o gambe.

01Il trattamento del bambino traumatizzato è da effettuare con molta calma e molto controllo emotivo, che serve per infondere calma soprattutto nei genitori del paziente. L’approccio al piccolo è sempre secondo il metodo ABCDE, tenendo presenti le particolarità fisiologiche del bimbo: ci sono meccanismi di compenso cardio-respiratorio più duraturi che nell’adulto, ma che tendono a crollare più rapidamente se non trattati adeguatamente. Come sempre all’interno della golden hour i minuti fondamentali sono i primi 20 dopo l’incidente. Gli esiti più gravi solitamente sono legati ad interventi tardivi piuttosto che alla causa traumatica.

In fase di valutazione va prestata grande attenzione alla protezione della colonna, secondo le attuali linee guida le vertebre sono a rischio lesione e l’immobilizzazione del collo, prima manualmente e poi con una adeguata immobilizzazione cervicale, sono sempre raccomandate. Per queste attività è sempre richiesto il collare pediatrico. Anche in fase di posizionamento sulla spinale, va fatta un’adeguata scelta. La testa del bambino infatti è in proporzione più grande rispetto al corpo, e questa dimensione varia di anno in anno, in base alla crescita. Per ottenere una posizione neutra su spinali da adulti esistono vari metodi (il classico lenzuolo ripiegato sotto le spalle) ma ci sono anche strumenti dedicati e studiati per il paziente pediatrico, che sarebbero da preferire sempre, in quanto il paziente pediatrico non è un adulto in miniatura e le aziende che producono dispositivi medicali hanno pensato e progettato sistemi appositi per lattanti, neonati o bambini.  Nel video girato da Avis Meda Ambulanze per esempio viene spiegato come utilizzare un presido intelligente come la tavola spinale pediatrica Baby-Go di Spencer Italia e il fermacapo pediatrico Pedi Fix.

Non vogliamo concentrarci sull’ABCDE nel paziente pediatrico, per il quale vi rimandiamo alle slides delle specifiche sul trauma (di Danilo De Mattia, Istruttore Manovre di Disostruzione Pediatrica). Vogliamo invece cercare di condividere concetti generali relativi all’immobilizzazione e al trasporto del paziente pediatrico. Le precauzioni da prendere per movimentare un bambini sono le stesse che servono nella movimentazione di un adulto, ma ovviamente le attrezzature sono diverse e adattate a garantire la pervietà delle vie aeree, la protezione della colonna vertebrale e il minimo comfort necessario affinché il paziente non provi ulteriore dolore nel suo viaggio verso l’ospedale.

Sono importanti nell’approccio al paziente pediatrico i sistemi di distrazione e di conquista della fiducia. Esistono diversi mezzi per conquistare la fiducia di un paziente pediatrico, e bisogna sempre tenere presente che questa fiducia è preziosa e straordinaria nel determinare il modo con cui il paziente pediatrico affronterà le cure, sia in nostra presenza che successivamente. La figura del soccorritore infatti è la prima che deve essere cosciente della sua immagine. Un uomo vestito di arancione o rosso, con zaino voluminoso e guanti azzurri, è un fulcro di attenzione – anche solo cromatico – per un bimbo. Prima di farsi toccare il bimbo avrà bisogno di valutare la situazione con i suoi parametri. Questo significa che bisogna – attraverso il gioco, la calma e la serenità –  di conquistare lo sguardo del bimbo. In alcune regioni o provincie esistono pupazzi o piccoli origami che in ambulanza garantiscono la possibilità di far giocare i bimbi nel momento del trattamento. Bisogna sempre tenere a mente che il bambino conosce il mondo esplorando (motivo per cui – molto probabilmente – si è infortunato) e quindi anche il soccorritore è un mondo da esplorare.
Il ragno per l’immobilizzazione pediatrica, per esempio, è un ottimo sistema da raccontare e spiegare al bimbo. Farglielo vedere e toccare, fargli vedere come può essere usato per prendere la sua misura in centrimetri (un metro così particolare non lo vedrà mai più, si spera) e tranquillizzarlo sul suono dello strappo, sono passaggi fondamentali per conquistare la fiducia del bimbo. Fiducia che poi viene ripagata da un’obbedienza totale nel momento in cui è necessario fare operazione che possono portare dolore (come una puntura o la riduzione di una frattura, nel caso sia operativo un infermiere o un medico).

Nel video, ecco come si può rapidamente procedere all’utilizzo di una spinale pediatrica, studiata per ottenere il giusto spazio nucale a seconda dell’età del bimbo, e per evitare quindi scomode manovre in fase di posizionamento del bimbo per l’immobilizzazione. Nella scheda seguente inoltre alcune indicazioni dal corso TSSA relative all’immobilizzazione pediatrica in caso di incidente stradale con seggiolino di sicurezza.

 


 

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